“Il mondo portuale e dell’economia marittima ripone molte aspettative in questo governo - ha sottolineato il Presidente di Assoporti Luigi Merlo - Mi auguro vivamente che al Vice Ministro Vincenzo De Luca, sindaco di una città portuale, venga anche attribuita la delega specifica al nostro settore. E’ indispensabile avere un interlocutore dedicato e pronto sin da subito ad un confronto di merito. Confido molto inoltre sull’attenzione che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha sempre dedicato al settore affinché per quel che riguarda le tematiche principali possa esservi un suo diretto interessamento. Conto di parlargliene direttamente quanto prima per proporgli tra l’altro l’istituzione a Palazzo Chigi di una cabina di regia tra Ministero Infrastrutture, Ministero dell’Economia e Ministero Pubblica Amministrazione per arrivare ad uno snellimento delle procedure, ad una semplificazione dei controlli delle merci e al superamento dei veti incrociati tra i diversi dicasteri che negli anni passati hanno determinato enormi danni alla portualità, allo shipping e alla nautica. Nel contempo - conclude Merlo - mi auguro che con la costituzione prevista per la settimana prossima delle Commissioni Parlamentari possa ripartire subito il confronto su una nuova legge di riforma del settore che faccia tabula rasa dei vecchi disegni di legge e che sia orientata all’Europa e al mercato, liberando il settore da una burocrazia sterile e soffocante che da anni ostacola una enorme potenzialità di crescita”.
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venerdì 3 maggio 2013
Dichiarazioni di Luigi Merlo presidente dell’Associazione Autorità Portuali Italiane
Conferenza stampa del Vice Ministro Vincenzo De Luca
“Competenze sterminate e scelte impegnative”
Vincenzo De Luca, neo Vice Ministro Infrastrutture e Trasporti, ha incontrato la stampa per rilasciare questa breve dichiarazione sull’incarico di governo.
"Ci aspetta un lavoro estremamente impegnativo - ha dichiarato il neo Vice Ministro De Luca - Le competenze del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sono sterminate, dalle ferrovie alle autostrade, dal sistema portuale a quello del trasporto pubblico. C'è un campo sterminato di attività rispetto a cui bisogna fare delle scelte impegnative. Dobbiamo essere consapevoli che il Governo si muove su un campo minato; la situazione politica ed economica resta di grande difficoltà. Dobbiamo stare con i piedi per terra e combattere con determinazione.
Una particolare attenzione sarà posta alle
problematiche dell'area meridionale
anche in considerazione della scarsa presenza nel Governo di esponenti del Sud: si dovrà, quindi, difendere con grande determinazione gli interessi del Mezzogiorno, cercando di battersi per avere risorse per giungere al completamento di alcune opere fondamentali, ad iniziare dalla Salerno-Reggio Calabria. Un'attenzione particolare dovremo riservarla alle drammatiche problematiche della Campania, con particolare riferimento all'area metropolitana di Napoli e alla delicata situazione del trasporto pubblico, e a quelle del territorio salernitano, soprattutto alla metropolitana, all'aeroporto, al sistema portuale, al collegamento con l'università.
Cercheremo di portare a Roma le caratteristiche e
l'esperienza fatta a Salerno
specialmente nella direzione della sburocratizzazione. Non c'è da farsi grandi illusioni, perché nei Ministeri si respira un'aria tutta particolare e le decisioni sono scandite su tempi biblici. Si dovrà fare da subito una convinta battaglia per l'innovazione e la sburocratizzazione delle procedure amministrative. Sarà una bella sfida. L'Italia muore se non decidiamo di usare la spada nei confronti dei vincoli burocratici che stanno soffocando questo paese.
A Salerno andrà avanti tutto il programma delle grandi opere, nella speranza che arrivino presto le risorse necessarie. Tutte le opere, da Piazza della Libertà alla Stazione Marittima, dalla Cittadella Giudiziaria alla Lungoirno al Marina d'Arechi, saranno completate, perché a questo programma è legato il futuro economico della nostra città e, più in generale, dell'Italia.
Ci muoveremo nel rispetto della legge nazionale - ha concluso il Vice Ministro De Luca in merito alla previsione di incompatibilità delle cariche istituzionali - In ogni caso, il Consiglio Comunale resterà pienamente operativo ed in carica".
Definito l’organico del Ministero Trasporti e Infrastrutture
Con la designazione del Viceministro e di due sottosegretari è stata definita la compagine che accompagnerà il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi: Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, che ha guidato la rinascita della città campana, sarà il viceministro, mentre Erasmo De angelis e Rocco Girlanda saranno i sottosegretari. Questi i soggetti cui è affidato un difficile ed arduo compito, superare il
che ci divide dal resto dei più importanti paesi europei, mettendo la nostra economia in evidente inferiorità competitiva con questi ultimi e poi riequilibrare gli interventi tra Nord e Sud Italia, permettendo al Meridione di essere perlomeno all’altezza dei grandi investimenti che già vedono protagoniste molte realtà del Nord Italia.
gap infrastrutturale
Porto di Genova – A Marzo crescono le crociere – Container in sofferenza
L’Autorità Portuale di Genova ha diffuso i dati del traffico nel Porto di Genova relativi al mese di Marzo che vedono alcuni settori merceologici mettere a segno interessanti performances.
Primo su tutti il settore crocieristico che ha registrato nel mese di Marzo 72.700 crocieristi che hanno utilizzato il capoluogo ligure, contro gli oltre 35.000 dello stesso mese dello scorso anno: questa impennata porta il trimestre gennaio marzo di questo anno a registrare una crescita del 5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno 2012.
Anche il traffico commerciale cresce, in particolar modo gli olii minerali hanno fatto registrare un più 18% rispetto al marzo dello scorso anno, consentendo a tutto il settore commerciale di erodere la notevole perdita avuta nello scorso Gennaio. Non bene il traffico container che segna un meno 2,7%, in linea con l’andamento generale che vede il settore penalizzato dal crollo dei consumi interni e delle relative importazioni.
Primo su tutti il settore crocieristico che ha registrato nel mese di Marzo 72.700 crocieristi che hanno utilizzato il capoluogo ligure, contro gli oltre 35.000 dello stesso mese dello scorso anno: questa impennata porta il trimestre gennaio marzo di questo anno a registrare una crescita del 5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno 2012.
Anche il traffico commerciale cresce, in particolar modo gli olii minerali hanno fatto registrare un più 18% rispetto al marzo dello scorso anno, consentendo a tutto il settore commerciale di erodere la notevole perdita avuta nello scorso Gennaio. Non bene il traffico container che segna un meno 2,7%, in linea con l’andamento generale che vede il settore penalizzato dal crollo dei consumi interni e delle relative importazioni.
Cabina di regia per snellire le procedure nei porti
Dichiarazioni di Luigi Merlo presidente dell’Associazione Autorità Portuali Italiane
“Il mondo portuale e dell’economia marittima ripone molte aspettative in questo governo - ha sottolineato il Presidente di Assoporti Luigi Merlo - Mi auguro vivamente che al Vice Ministro Vincenzo De Luca, sindaco di una città portuale, venga anche attribuita la delega specifica al nostro settore. E’ indispensabile avere un interlocutore dedicato e pronto sin da subito ad un confronto di merito. Confido molto inoltre sull’attenzione che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha sempre dedicato al settore affinché per quel che riguarda le tematiche principali possa esservi un suo diretto interessamento. Conto di parlargliene direttamente quanto prima per proporgli tra l’altro l’istituzione a Palazzo Chigi di una cabina di regia tra Ministero Infrastrutture, Ministero dell’Economia e Ministero Pubblica Amministrazione per arrivare ad uno snellimento delle procedure, ad una semplificazione dei controlli delle merci e al superamento dei veti incrociati tra i diversi dicasteri che negli anni passati hanno determinato enormi danni alla portualità, allo shipping e alla nautica. Nel contempo - conclude Merlo - mi auguro che con la costituzione prevista per la settimana prossima delle Commissioni Parlamentari possa ripartire subito il confronto su una nuova legge di riforma del settore che faccia tabula rasa dei vecchi disegni di legge e che sia orientata all’Europa e al mercato, liberando il settore da una burocrazia sterile e soffocante che da anni ostacola una enorme potenzialità di crescita”.
Vincenzo De Luca Vice Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti
Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è stato nominato, nel corso della seduta del 2 maggio scorso del Consiglio dei Ministri, Vice Ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti.
“Nel ringraziare il Presidente Enrico Letta per la fiducia, assumo questo incarico – dichiara De Luca – con spirito di servizio per il Paese. Infrastrutture e Trasporti sono due settori strategici e decisivi per il rilancio dello sviluppo economico e la crescita dell’occupazione in Italia. Svolgerò la mia attività perseguendo la massima collaborazione istituzionale con gli enti locali e regionali avendo a particolare riguardo l’area meridionale nella quale il gap infrastrutturale è particolarmente acuto. Confido che questa esperienza nazionale possa aver ricadute positive anche per risolvere in via definitiva alcune problematiche proprie del nostro territorio salernitano come quelle, ad esempio, collegate alla metropolitana ed all’aeroporto”.
ONE NATION PARIS
Aprirà i battenti il 20 novembre 2013
Dedicato agli amanti della moda e del lusso, ONE NATION PARIS, il più grande outlet del lusso e della moda in Francia, aprirà le porte il 20 novembre 2013 a 30 minuti dal centro di Parigi nel dipartimento di Yvelines (Les Clayes-sous-Bois).Si tratta del primo outlet lusso e moda aperto negli ultimi 13 anni nell’Île de France ed è destinato ad accogliere oltre 5 milioni di visitatori all'anno grazie alle sue caratteristiche eccezionali.
PREMESSE ECCEZIONALI
Situato al centro della zona a Ovest di Parigi, il miglior bacino d'utenza in Europa, unico per densità, con 11 milioni di abitanti a meno di 60 minuti d'auto, e per potere d'acquisto (reddito medio superiore a 45.000 €/anno), ubicato nel mezzo della zona commerciale di Grand Plaisir (20 milioni di visitatori all'anno).
Potenzialità di shopping turistico senza pari: a 10 minuti dal castello di Versailles (10 milioni di turisti ogni anno) e a 30 minuti da Parigi (40 milioni di visitatori all'anno, con una crescita del 5% nel 2012), un concetto inedito di outlet premium che ha conquistato i consumatori, soprattutto in una fase di rallentamento economico, dimensioni ideali, con 112 negozi che attraggono i visitatori, Apertura domenicale.
Marchio 1.618 Sustainable Luxury ricevuto grazie all’impegno portato a favore della qualità ambientale nel campo del lusso
PIACERE, DESIGN E MODA A PREZZI RIDOTTI:
“OUTLET CON UN TOCCO DI CLASSE FRANCESE”
ONE NATION PARIS è stato concepito come marchio alla moda, elegante e facilmente memorizzabile. L'arredo e il design, sorprendenti ed eleganti al tempo stesso, immergono il visitatore in un'inedita esperienza del lusso parigino. Oltre ai 112 negozi, quattro locali di ristorazione veloce e tre ristoranti invitano i visitatori a una pausa relax. I due livelli sono organizzati lungo tre patii, il più grande dei quali è una vera e propria opera d'arte con la suavetrata lunga 70 metri. Il design dei due livelli è opera dell’Agence Malherbe, studio specializzato nel design di concept store per marchi di lusso internazionali. L'edificio offre numerose sorprese visive con lo spazio lounge, i patii e le toilette. La struttura nel suo insieme è stata concepita dallo studio d'architettura AWO, specializzato in edilizia commerciale e sviluppo durevole.
Bertrand Catteau, Direttore Generale di Catinvest spiega:
“ ONE NATION PARIS unisce l'esperienza di un grande magazzino parigino ai buoni affari tipici del concetto di outlet. ONE NATION PARIS sarà il primo outlet a offrire sconti tra il 30% e il 70% sulle collezioni, in un ambiente costellato di spazi gastronomici e di servizi (parrucchiere, onglerie, ritocchi di sartoria, istituto di bellezza…). Vogliamo creare un luogo accogliente in contrapposizione all'outlet “punitivo”: shopping a prezzi ridotti certamente, ma spesso in uno spazio senz'anima che non offre servizi”.
Hubert de Malherbe, presidente dello studio di design Malherbe spiega:
“ONE NATION PARIS rompe con i codici tradizionali dell’outlet. Siamo convinti del posizionamento parigino del marchio e del centro commerciale: chic, semplice e cool”.One Nation Paris rappresenta un investimento di 107 milioni di euro ed è stato realizzato da Catinvest. Il concetto è destinato all'esportazione in altre capitali europee.
Numeri chiave
• 800 posti di lavoro creati• 70.000 m2 di superficie netta esterna
• 24.000 m2 di superficie commerciale utile
• 112 negozi
• 800 posti di lavoro creati nel 2014 – 200 posti di lavoro
per il cantiere
• 4 negozi di ristorazione veloce
• 3 ristoranti
• 1.200 posti auto
giovedì 2 maggio 2013
Sapori & Sirena
Le voci, i suoni e i sapori della Sorrento antica. I misteri di un tempo, i piatti della cucina povera che si intrecciano con gli itinerari del gusto e del folclore tra momenti di vita quotidiana che rimandano ad altre epoche: come il banco del lotto, l’angolo del lustrascarpe, il chiosco degli agrumi e della neve grattata, il gioco delle tre carte e quelle movenze che servirono alle Sirene per ammaliare Ulisse. Un percorso tra i profumi degli agrumeti e tra gli ulivi dalle foglie mosse dal vento del mare, tra i vicoli fin dento i portoni degli antichi edifici: palazzo Manfredi Fasulo, Correale, il Sedile Dominova, l’unica testimonianza rimasta in Campania degli antichi luoghi dove i nobili si riunivano in consiglio per prendere le decisioni. Tutto questo per esaltare i valori del territorio quelli autentici fatti di sapori genuini. Come i fagioli con le scarole del rione Priora, di pasta e zucchine tipiche del rione Casarlano, la caponata o, ancora, la pizzella al pomodoro fritta con l’olio di oliva. Magari assistendo ad una posteggia con un buon bicchiere di vino della penisola o assaporando un babà agli agrumi. Proprio i valori del territorio hanno rappresentato la cornice del premio
il concorso nazionale riservato agli oli extravergine di oliva a marchio dop e igp che quest’anno ha visto salire sul podio più alto la migliore produzione del Garda (Azienda agricola Riva del Garda), del Canino (Azienda Laura De Parri) e della Sardegna (Olivicoltori Valle del Cedrino). Il Premio, giunto alla sua undicesima edizione, è promosso dall’amministrazione comunale sorrentina per promuovere e dare il giusto valore agli oli extravergini che rappresentano i
Non è per caso che la Lega per la lotta ai tumori lo abbia scelto come prodotto simbolo per la prevenzione contro la malattia. E, adesso, qualche numero distintivo di questo prodotto. Secondo i dati elaborati da Unaprol e diffusi nel corso dell’edizione sorrentina, il 2012 è stata un’annata positiva per il settore degli oli a marchio venduti nella grande distribuzione, con una crescita dell’1%. Non è poco considerato il momento di crisi economica che ha ridotto notevolmente anche i consumi degli italiani. E’ invece cresciuto del 18,6% il fatturato alla produzione in appena due anni. Il prezzo più alto per un olio dop si è riscontrato in Trentino, dove mediamente nel 2012 è stato venduto a poco più di 12 euro il litro, seguono Lombardia e Veneto rispettivamente con 10,98 e 10,85 euro.
Sirena d’oro
“veri tutori della salute e un fattore determinante per l’economia di diverse regioni italiane - sostiene il sindaco, Giuseppe Cuomo - E’ una ricchezza che scaturisce da una secolare tradizione, da un ampio patrimonio di varietà e dalle molteplicità di ambienti in cui si articola il territorio italiano, dal forte legame della produzione con il paesaggio che trasferisce proprio negli oli i gusti ed i profumi locali”Giuseppe Stinga, assessore all’Agricoltura al comune di Sorrento aggiunge:
“Ecco perché il Sirena d’oro si prefigge di sostenere le aziende nella consapevolezza che la loro attività debba coniugarsi con l’imprescindibile esigenza di generare profitto”.Oggi, pratiche agronomiche all’avanguardia e forte attaccamento ai territori di produzione rendono infatti il prodotto italiano competitivo e sempre più apprezzato sui mercati di tutto il mondo. Una biodiversità rappresentata da 170 cultivar che sono all’interno dei disciplinari di produzione che contraddistinguono i territori di produzione dalla penisola sorrentina agli oliveti secolari del Salento e dell’Abruzzo, come ricorda il presidente di FederDop Olio, Silvano Ferri. Considerato in passato il nemico numero uno del peso forma, da qualche anno l’olio extravergine di oliva sta nascendo a nuova vita per riprendersi la rivincita e diventare il tutore della nostra salute.
Non è per caso che la Lega per la lotta ai tumori lo abbia scelto come prodotto simbolo per la prevenzione contro la malattia. E, adesso, qualche numero distintivo di questo prodotto. Secondo i dati elaborati da Unaprol e diffusi nel corso dell’edizione sorrentina, il 2012 è stata un’annata positiva per il settore degli oli a marchio venduti nella grande distribuzione, con una crescita dell’1%. Non è poco considerato il momento di crisi economica che ha ridotto notevolmente anche i consumi degli italiani. E’ invece cresciuto del 18,6% il fatturato alla produzione in appena due anni. Il prezzo più alto per un olio dop si è riscontrato in Trentino, dove mediamente nel 2012 è stato venduto a poco più di 12 euro il litro, seguono Lombardia e Veneto rispettivamente con 10,98 e 10,85 euro.
Eduardo Cagnazzi
Torna a splendere il sole sull’arte di Capua
Finalmente ripristinata l’elettricità al DAMA – Daphne Museum of Art dopo che la società fornitrice di energia elettrica aveva sospeso la fornitura senza fornire spiegazioni.
Il 16 maggio riprendono le attività del DAMA con il vernissage della personale di Luigi Guarino, “Unnecessary Introspection”.
Dopo mesi di buio torna a splendere il sole sul DAMA – Daphne Museum of Art, spazio espositivo all’interno del MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Capua (CE), dopo che per mesi la società fornitrice di energia elettrica aveva sospeso la fornitura senza fornire alcuna spiegazione. La sospensione del servizio è arrivata a metà dicembre, proprio il giorno precedente l’inaugurazione di una nuova mostra, la personale di Luigi Guarino, per la quale erano già stati ultimati l’allestimento e le varie pratiche organizzative, attività che hanno comportato un costo per gli organizzatori.
Le attività del DAMA riprenderanno ufficialmente il 16 maggio alle 18.30, con il vernissage della personale di Luigi Guarino
Il 16 maggio riprendono le attività del DAMA con il vernissage della personale di Luigi Guarino, “Unnecessary Introspection”.
Dopo mesi di buio torna a splendere il sole sul DAMA – Daphne Museum of Art, spazio espositivo all’interno del MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Capua (CE), dopo che per mesi la società fornitrice di energia elettrica aveva sospeso la fornitura senza fornire alcuna spiegazione. La sospensione del servizio è arrivata a metà dicembre, proprio il giorno precedente l’inaugurazione di una nuova mostra, la personale di Luigi Guarino, per la quale erano già stati ultimati l’allestimento e le varie pratiche organizzative, attività che hanno comportato un costo per gli organizzatori.
Le attività del DAMA riprenderanno ufficialmente il 16 maggio alle 18.30, con il vernissage della personale di Luigi Guarino
“Unnecessary Introspection”
nella quale l’artista napoletano rappresenta la complessità dell’animo umano attraverso elementi figurativi inseriti in spazi vuoti e monocromi, dai colori forti e vivaci. Figure prive di ogni riferimento materiale, poste in modo da poter contemplare se stesse e la contemporaneità, dilaniata dal vuoto interiore e dalla mancanza di spiritualità. L’esposizione proseguirà fino al 6 giugno 2013.“Finalmente il DAMA potrà riprendere le sue attività artistiche e di promozione culturale ripartendo proprio dalla mostra di Luigi Guarino, un artista emergente ma già molto valido, che propone opere introspettive ed estremamente suggestive”.Ha dichiarato Ilario D’Amato, curatore artistico del DAMA, che aveva anche denunciato il fatto per mezzo di una lettera aperta volta a sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’accaduto.
“La forzata chiusura del DAMA è stato per noi un periodo non facile – ha detto ancora D’Amato - ma le nostre attività sono proseguite, sebbene con grande sforzo, presso altre strutture. Nel mese di febbraio abbiamo presentato il concorso “Un Logo per la Biennale di Napoli”, una bella iniziativa della quale siamo ideatori, e ad aprile abbiamo curato la partecipazione dell’artista Evan De Vilde ad un’esposizione a Milano. Mi auguro che simili episodi non si ripetano e, in particolar modo, di trovare in futuro maggiore collaborazione da parte delle istituzioni locali”.Il DAMA, spazio espositivo all’interno del MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Capua (CE), si stava affermando come luogo di condivisione e esposizione dell’arte contemporanea, ma anche come luogo di divulgazione della cultura archeologica e delle tecniche di conservazione dei reperti, in un’affascinante e suggestiva fusione tra l’arte antica e quella dei nostri giorni. Un centro polivalente all’interno del quale dare spazio ad artisti già affermati ed emergenti, luogo di concorsi e varie iniziative. Un museo auto finanziato, interamente privato, destinato a generare lavoro e valore positivo per l’intera regione.
Napoli Teatro Festival Italia
La Cappella Sansevero, il Tunnel Borbonico, il Museo di Pietrarsa. Sono solo alcuni degli insoliti e suggestivi luoghi che faranno da scenografia agli spettacoli del prossimo Napoli Teatro Festival Italia che, come di consueto, animerà le calde serate estive del prossimo mese di giugno. Alla sua sesta edizione, il Festival, affidato per il terzo anno consecutivo alla direzione artistica di Luca De Fusco, tra prime assolute e spettacoli che giungono a Napoli dopo un primo successo riscosso altrove, conferma la sua vocazione di grande vetrina internazionale dedicata al teatro e alla danza così come il suo carattere di
Anche quest’anno, difatti, la rassegna estiva presenta una rosa di produzioni italiane e straniere pensate sia per offrire una più ampia scelta al pubblico, sia anche e soprattutto per una politca cultrale d’ampio raggio volta ad aumentare l’attenzione mediatica sulla citta per incentivarne la promozione turistica e, parimenti, sviluppare l’industria teatrale locale dando lavoro ad attori, tecnici, maestranze.
Cosa vedremo, dunque? Tra spazi tradizionali (ovvero le sale dei teatri San Carlo, Mercadante, San Ferdinando, Nuovo e Galleria Toledo, Sannazaro, Bellini) e altri luoghi, tra cui il Museo Madre, l’Università Suor Orsola Benicasa, Citta della Scienza e le tre new entry di Cappella Sansevero, Museo di Pietrarsa e Tunnel Borbonico, ci sarà anche quest’anno l’imbarazzo della scelta.
Si spazia, dunque,dal “Don Quichotte du Trocadéro” di Montalvo al “Desdemona” di Sellars quanto a produzioni internazionali ma anche nelle collaborazioni con grandi teatri stabili italiani quali quelli di Genova, Bologna, Prato, il Teatro di Roma e, naturalmente lo Stabile di Napoli.
“cantiere dell’arte teatrale”
Anche quest’anno, difatti, la rassegna estiva presenta una rosa di produzioni italiane e straniere pensate sia per offrire una più ampia scelta al pubblico, sia anche e soprattutto per una politca cultrale d’ampio raggio volta ad aumentare l’attenzione mediatica sulla citta per incentivarne la promozione turistica e, parimenti, sviluppare l’industria teatrale locale dando lavoro ad attori, tecnici, maestranze.
“L'edizione 2013 del Napoli. Teatro FestivalItalia - spiega De Fusco - mette assieme alcune caratteristiche storiche della manifestazione con molte novità. Tra queste, senz’altro, l’opportunità, per il pubblico, di seguire da vicino la nascita e l’evoluzione di uno spettacolo partecipando alle prove aperte di quelli prodotto a Napoli; tanto per fare qualche esempio, quelli di Brook, Arias, Konchalovskij. In più, come sempre, un’ampio sguardo internazionale grazie alla presenza di compagnie e grandi maestri stranieri chiamati a lavorare a Napoli e su Napoli. Numerose sono, infatti le produzioni miste che, fondate sulla mescolanze di diverse esperienze e scuole attoriali, creano una felice Babele”.
Cosa vedremo, dunque? Tra spazi tradizionali (ovvero le sale dei teatri San Carlo, Mercadante, San Ferdinando, Nuovo e Galleria Toledo, Sannazaro, Bellini) e altri luoghi, tra cui il Museo Madre, l’Università Suor Orsola Benicasa, Citta della Scienza e le tre new entry di Cappella Sansevero, Museo di Pietrarsa e Tunnel Borbonico, ci sarà anche quest’anno l’imbarazzo della scelta.
“Varie linee attraversano il cartellone - continua De Fusco - la nazione più in vista è quest’anno la Francia. Ho da sempre rispetto e ammirazione per come la Francia riesca ad attribuire grande importanza alla cultura anche nei momenti di crisi. Credo quindi che quello transalpino sia un esempio da imitare. Guardiamo anche alla cultura africana, presente negli spettacoli di Sellars, Martinelli, Di Luca, e presentiamo poi una affascinante galleria di donne. Donne shakespeariane, innanzitutto, Caterina, Desdemona, Cleopatra, ma anche donne umili come quella di cui si fa interprete Pamela Villoresi, o non ancora donne fino in fondo come la Lolita di Babilonia Teatri”.
Si spazia, dunque,dal “Don Quichotte du Trocadéro” di Montalvo al “Desdemona” di Sellars quanto a produzioni internazionali ma anche nelle collaborazioni con grandi teatri stabili italiani quali quelli di Genova, Bologna, Prato, il Teatro di Roma e, naturalmente lo Stabile di Napoli.
Aeroporti: Armando Brunini alla Gesac, Pollio va a Firenze
Il nuovo Amministratore Delegato
sostituisce Mauro Pollio, ai vertici di GESAC dal 1994, che è stato nominato membro del Consiglio di Amministrazione di Aeroporto di Firenze SpA, la società aeroportuale che gestisce lo scalo fiorentino Amerigo Vespucci.
Com’è noto, F2i detiene la maggioranza azionaria della società aeroportuale partenopea con il 70 per cento. Nel corso del Consiglio di Amministrazione, i rappresentanti F2i in Consiglio hanno espresso vivo ringraziamento per il lavoro svolto dall’Amministratore Delegato uscente: a Pollio si devono, infatti, il successo della privatizzazione dello scalo di Napoli e la sua conseguente completa trasformazione, grazie all’impegnativo e consistente piano d’investimenti realizzato in questi anni. In questo periodo, l’aeroporto - con 5,8 milioni di passeggeri nel 2012 – ha rafforzato il proprio ruolo d’infrastruttura strategica, moderna ed efficiente, al servizio del territorio. Oggi Capodichino è uno scalo “europeo” conforme ai più elevati standard internazionali, volano di sviluppo economico e occupazionale per l’intero bacino di riferimento.
F2i
è il più grande fondo operante in Italia, specializzato in investimenti in molteplici settori infrastrutturali, tra cui quello strategico degli aeroporti. Il Fondo è presente nell’azionariato di altre società di gestione aeroportuale, oltre a GESAC SpA: SEA SpA di Milano (44,3 per cento tramite l’investimento effettuato con il primo fondo e in seguito con il secondo fondo F2i), SAGAT SpA di Torino (50,79 per cento), SAB SpA di Bologna (7 per cento) tramite la stessa SAGAT SpA e la controllata Aeroporti Holding, Aeroporto di Firenze SpA (33,4 per cento) tramite SAGAT SpA e la controllata Aeroporti Holding.
Lo scalo di Napoli Capodichino rappresenta il primo investimento del Fondo (dicembre 2010) nel
settore aeroportuale.
Mauro Pollio
Mauro Pollio, sposato, con due figlie, è nato a Napoli il 20 febbraio 1946. Nel 1964 consegue il diploma di maturità classica, completando il suo percorso di studi nel 1971 con la laurea in Ingegneria Chimica presso il Politecnico dell'Università di Napoli. La sua carriera professionale ha inizio presso la 3M, dove resta ininterrottamente dal 1971 al 1992, ricoprendo posizioni di crescente responsabilità, in Italia e all'estero. Nel giugno 1992 passa al Gruppo Barilla dove ricopre la posizione di Direttore del Comprensorio Industriale di Foggia, con la responsabilità delle attività industriali del Gruppo. Dal dicembre 1994 assume la carica di direttore Generale della GESAC con gli obiettivi di privatizzare la società, rilanciare l'aeroporto di Capodichino, ottenerne la gestione totale nell'ambito delle nuove direttive europee e ottimizzarne la qualità dei servizi, in un'ottica di sviluppo competitivo rispetto agli altri aeroporti europei. Nell'agosto 1997 viene nominato Amministratore Delegato della GESAC Spa – società di gestione dello scalo di Napoli. Inoltre dal novembre 2000 fino a dicembre 2010 ricopre oltre la carica di Amministratore Delegato di GESAC anche quella di Presidente della società.Armando Brunini
Armando Brunini, sposato, con due figlie, è nato a Napoli il 16 settembre 1962. nell’ottobre del 1986 consegue con il massimo dei voti la laurea in economia e commercio presso l’Università di Napoli Federico II. Esperto in vari ambiti del settore Trasporti, con focalizzazione prevalente nel trasporto aereo, Brunini ha ricoperto posizioni manageriali in aziende di trasporto ed in primarie società di consulenza direzionale, maturando la gran parte della sua esperienza professionale tra Roma, Milano e Bologna. E’ stato infatti Senior Consultant presso KPMG, ha ricoperto poi l’incarico di Senior Manager presso PriceWaterhouse e responsabile per A.T. Kearney del settore Trasporti per i Paesi del Mediterraneo. Nella seconda fase della sua carriera ha ricoperto ruoli di Top Management sempre nel settore del trasporto aereo: è stato infatti Responsabile Strategie e Senior Vice President per Aeroporti di Roma e dal 2003 al 2007 Executive Vice President -Commercial, responsabile di vendite, marketing, strategie di sviluppo e business, network, ancillary business della compagnia aerea Eurofly. Dal settembre 2007 è Direttore Generale dell’Aeroporto di Bologna, incarico che lo vede responsabile degli obiettivi di sviluppo, della qualità del servizio e della redditività dell’azienda. L’esperienza si è caratterizzata per uno sviluppo del traffico aereo superiore alla media, con miglioramento della quota di mercato e del ranking dell’aeroporto di Bologna, contribuendo alla razionalizzazione ed al risanamento delle società controllate, nonché al miglioramento della profittabilità. Brunini è stato, inoltre, membro del Consiglio di Amministrazione di SAGAT (Aeroporto di Torino) dal 2008 al 2012 ed attualmente è anche membro del Board di ACI Europe, l’Associazione Europea degli Aeroporti
lunedì 29 aprile 2013
Ultimo miglio verde
Parte da Bologna la nuova distribuzione nelle città
“Questo centro era nato vecchio, un dinosauro atterrato in un mondo in cui non aveva più mercato perché la grande distribuzione si era organizzata in proprio - afferma Andrea Segré, preside della facoltà di Agraria di Bologna e presidente del Caab - Con il rilancio ecologico ha trovato nuove funzioni basate sullo spreco zero: riduzione degli sperperi di cibo, acqua, energia, rifiuti e aumento dell’efficienza e del risparmio”.Il progetto prevede in una prima fase la consegna carbon free dell’ortofrutta a Bologna, con la prospettiva di estendere la logistica a impatto zero a tutte le merci. La premessa per lanciare l’operazione “Ultimo miglio green” è il tetto fotovoltaico con 25 mila pannelli realizzato su una superficie di 100 mila metri quadrati, l’equivalente di 10 campi di calcio. E’ un impianto solare da record che dà una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 5.250 tonnellate l’anno (710 volte il percorso della circonferenza terreste effettuato da un’auto diesel di media cilindrata) e, oltre a soddisfare il bisogno delle strutture interne, garantisce l’elettricità necessaria per alimentare la flotta verde dell’ultimo miglio.
Un impianto avveniristico
“Il progetto Caab è in linea con la sperimentazione più avanzata che si sta conducendo in Europa”, spiega Elisa Morganti, impegnata in una ricerca su questi temi all’Ifsttar, l’istituto francese di tecnologia dei trasporti. “A Parigi, ad esempio, nell’ottobre scorso è diventato operativo un piano di abbattimento delle emissioni della grande distribuzione della catena Franprix che, in partenariato con l’operatore logistico Norbert Dentrassangle e il comune di Parigi, ha dato il via a un servizio giornaliero di container che viaggiano su fiume e strada”.Ogni mattina una chiatta attracca al porto de la Bourdonnais, ai piedi della Tour Eiffel, con 26 container che, una volta scaricati, vengono collocati su veicoli a metano per rifornire gli 80 supermercati della catena nell’area cittadina. Ogni container trasportato via Senna rappresenta un risparmio annuale di quasi 10 mila chilometri su strada. E la previsione per il 2013 è trasportare ogni giorno 48 container in modo da ottenere una riduzione totale di almeno 450 mila chilometri percorsi su strada, con un taglio delle emissioni per 234 tonnellate di CO2 e 88.500 litri di carburante economizzati ogni anno. La trasformazione del Caab in un raccordo per la logistica verde dell’ultimo miglio potrebbe portare a una serie di ricadute positive sul piano economico oltre che ecologico. Solo il risparmio che deriverebbe da un’ora in meno di spostamenti al giorno per ogni veicolo impiegato in una città come Bologna potrebbe evitare danni per circa 10 milioni di euro l’anno.
Eduardo Cagnazzi
Rolex Capri Sailing Week Volcano Race
Sono 19 i maxi yacht che apriranno la stagione della vela Rolex in Mediterraneo con la regata che in svolgimento (18-24 maggio) tra Gaeta, Capri e le isole Eolie
Si sono chiuse formalmente pochi giorni fa le iscrizioni all’edizione 2013 della Rolex Capri Sailing Week/Volcano Race, regata riservata ai maxi yacht che si terrà tra Gaeta, Capri e le isole Eolie nella seconda metà di maggio. A un mese esatto dall’evento, sono una ventina i maxi yacht che parteciperanno alla manifestazione, provenienti da 8 paesi e con dimensioni che vanno dai 18.29 metri dei più “piccoli” mini maxi fino agli oltre 30 del Wally 100 Y3K.
La manifestazione coinvolgerà le località di
Gaeta e Capri
A concludere la settimana velica sarà l’impegnativa regata offshore di oltre 300 miglia – già corsa nel 2011 e 2012 come “Rolex Volcano Race” - che porterà la flotta da Capri fino alle
Isole Eolie
La Rolex Capri Sailing Week/Volcano Race 2013 è organizzata dalla International Maxi Association insieme allo Yacht Club Gaeta E.V.S. e allo Yacht Club Capri. Una sinergia già sperimentata con le edizioni della Rolex Volcano Race nel 2011 e 2012 e che si arricchisce quest’anno della due-giorni di regate a Capri, a rinverdire la più che decennale tradizione della settimana velica caprese di maggio, che oltretutto apre la stagione della vela firmata Rolex in Mediterraneo.
Il 16 maggio - giornata dedicata alla chiusura delle registrazioni - aprirà il villaggio regate, sala stampa compresa, presso la Base Nautica Flavio Gioia di Gaeta. Le barche saranno suddivise in gruppi a seconda delle dimensioni e delle caratteristiche tecniche: i mini maxi (dai 18.29 ai 24.08 metri) saranno probabilmente suddivisi in “Racing” (i più tecnici) e Racing/Cruising; il gruppo dei maxi comprenderà invece le imbarcazioni dai 24.09 fino ai 30.50 metri. Per i mini-maxi, la manifestazione sarà valida anche come Campionato Mini-maxi Racing/Cruising.
Intenzionato a bissare il successo dello scorso anno è il mini maxi Jethou (GBR), terzo sulla linea di arrivo e infine vincitore overall. Dovrà vedersela con un altro mini maxi – Alegre (GBR)– vincitore sia dei Line Honors sia in overall nell’edizione inaugurale del 2011. L’Alegre che vedremo quest’anno in gara sarà un nuovissimo Mills 72 fresco di varo: a contendergli il primato sarà un altro Mills (un 68 piedi), oggi Caol Ila R (USA): fino all’altro ieri “il vecchio” Alegre, quello trionfante del 2011 per l’appunto. A rappresentare la Spagna ci saranno Plis Play e Wallyno, Wild Joe per l’Ungheria e Y3K, del presidente dell’IMA Claus-Peter Offen, per la Germania. Il gruppo degli italiani (Grande Orazio, Good Job Guys, Shirlaf per citare solo alcuni) prevede anche la presenza di Solleone di Leonardo Ferragamo. La Marina Militare Italiana parteciperà con Orsa Maggiore.
Presentato il Progetto “Caserta Città Militare”
Parte il Progetto “Caserta, città militare” promosso da PMI Campania in considerazione del ruolo strategico che, da sempre, hanno ricoperto, nel capoluogo e in altri centri della provincia, le infrastrutture militari. Il loro insediamento, difatti, ha determinato storicamente positività sull’economia locale per la presenza di operatori, ufficiali, militari di vario genere e personale civile domiciliati nei vari comuni della provincia e nella stessa città di Caserta, scegliendola poi quale residenza definitiva anche dopo la fine dell’impegno lavorativo. Agli addetti ai lavori più stanziali si aggiungono quanti, nel tempo, hanno frequentato le scuole e i corsi di apprendimento e perfezionamento militare. Soprattutto questi ultimi spesso hanno piacere di ritrovarsi nei luoghi di formazione e con i colleghi del tempo in occasione di raduni, celebrazioni, anniversari ed altri significativi appuntamenti. Intercettare questa enorme massa di riferimento, alternatasi in cinquanta anni nella "Città Militare", significa organizzare, incentivare e ottimizzare un movimento assimilabile al "turismo di ritorno".
Ha così avuto luogo a Caserta, presso la sede di
l’incontro interistituzionale durante il quale è stata presentata l’idea progettuale “Caserta Città Militare” ideato dal Coordinatore del Comparto Turismo di Pmi Campania Francesco Marzano e dal Presidente Provinciale di Assostampa Michele De Simone. Hanno aderito all’iniziativa ed erano presenti alla riunione con propri Rappresentanti: Provincia di Caserta; Comune di Caserta; Ente Provinciale Turismo; Confapi; CLAAI; Associazione Provinciale Vigili del Fuoco; Associazione Nazionale Bersaglieri; UNUCI; Scuola Specialistica Arma Militare; Associazione Arma Aeronautica; Brigata Garibaldi; Società di Storia Patria.
Sono intervenuti, dando la loro positiva dimostrazione di interesse al Progetto: l’Assessore Provinciale Carlo Puoti, il Sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, il Commissario dell’Ente Provinciale Turismo Alfredo Aurilio, il Presidente della Socteà di Storia Patria Alberto Zaza d’Aulisio.
Sempre nei giorni scorsi è partito un’altra iniziativa di Pmi Campania che insieme a Italia Lavoro ha presentato il primo seminario informativo sul
organizzato in collaborazione con Italia Lavoro SpA, nell’ambito del quale è stato presentato il Programma
Pmi Campania ha messo a disposizione la propria struttura per inoltrare online la domanda e la documentazione necessaria per la partecipazione al Programma AMVA – Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale
Ha così avuto luogo a Caserta, presso la sede di
Pmi Campania
l’incontro interistituzionale durante il quale è stata presentata l’idea progettuale “Caserta Città Militare” ideato dal Coordinatore del Comparto Turismo di Pmi Campania Francesco Marzano e dal Presidente Provinciale di Assostampa Michele De Simone. Hanno aderito all’iniziativa ed erano presenti alla riunione con propri Rappresentanti: Provincia di Caserta; Comune di Caserta; Ente Provinciale Turismo; Confapi; CLAAI; Associazione Provinciale Vigili del Fuoco; Associazione Nazionale Bersaglieri; UNUCI; Scuola Specialistica Arma Militare; Associazione Arma Aeronautica; Brigata Garibaldi; Società di Storia Patria.
“Ogni ragionamento, in materia di turismo – ha dichiarato Gustavo De Negri che ha coordinato i lavori per Pmi Campania - non può che partire da un elemento che ritengo centrale: il territorio, inteso nel suo insieme di componente materiale e immateriale, che è la vera infrastruttura potenziale per lo sviluppo. E infatti Pmi Campania si è posta l’obiettivo di proporre un percorso di condivisione di una nuova governance del turismo in provincia di Caserta che punta soprattutto ad evitare la frammentazione e la dispersione delle risorse. È questo un modo pratico di immaginare l’attuazione di politiche che privilegiano percorsi costruttivi che partono dal basso e non vengono calati dall’alto”.
Sono intervenuti, dando la loro positiva dimostrazione di interesse al Progetto: l’Assessore Provinciale Carlo Puoti, il Sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, il Commissario dell’Ente Provinciale Turismo Alfredo Aurilio, il Presidente della Socteà di Storia Patria Alberto Zaza d’Aulisio.
Sempre nei giorni scorsi è partito un’altra iniziativa di Pmi Campania che insieme a Italia Lavoro ha presentato il primo seminario informativo sul
“Passaggio Generazionale”
organizzato in collaborazione con Italia Lavoro SpA, nell’ambito del quale è stato presentato il Programma
“AMVA – Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale”.Inoltre, nel corso dell’incontro sono intervenuti Giosuè Grimaldi e, per Italia Lavoro SpA, Giancarlo Maione e Angelo De Siena che hanno illustrato le modalità per accedere all’Avviso pubblico per la richiesta di contributi finalizzati al sostegno della creazione di una nuova imprenditoria per il trasferimento d’Azienda.
Pmi Campania ha messo a disposizione la propria struttura per inoltrare online la domanda e la documentazione necessaria per la partecipazione al Programma AMVA – Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale
“Avviso pubblico per la richiesta di contributi finalizzati al sostegno della creazione di una nuova imprenditoria per il trasferimento d’Azienda”.
La responsabilità penale del formatore nello shipping
Durante un passaggio su google, così per passare il tempo e soprattutto senza sapere che cosa cercare, mi è caduto l’occhio su una notizia che diceva più o meno così: Infortunio mortale ad apprendista e responsabilità del formatore. Fonte, Corte di Cassazione Penale, Sentenza ...
Non ho intenzionalmente aperto la notizia e per tanto non conosco i fatti, non sono entrato nel merito, niente di niente, però la responsabilità del formatore collegata alla Corte di Cassazione mi ha immediatamente ingenerato un turbinio di riflessioni. Ho riflettuto sulla mia esperienza nella formazione in generale e sulla mia esperienza pratica nella formazione marittima e mi sono accorto che nella bibliografia italiana non ci sono riflessioni in merito alle responsabilità nella formazione.
Negli ultimi anni siamo passati ad una società della conoscenza in cui il vero e forte strumento di crescita è diventato il capitale intellettuale. In mare abbiamo bisogno di ufficiali con alte competenze e con una manutenzione costante delle stesse, abbiamo bisogno di ufficiali capaci di saper gestire la complessità della nave, del navigare e che sappiano trovare le soluzioni adeguate.
Negli ultimi anni la professione marittima ha avuto un’evoluzione incredibile da un punto di vista normativo. È proprio dalla normativa, e quindi dalla formazione, che inizia il cambiamento, ma il cambiamento all’interno di una professione particolare come quella del mare dove ci sono scogli e sirene sempre in agguato, non lo si ottiene solo con le modifiche della normativa, bisogna soprattutto adeguare i contenuti dei programmi; bisogna orientarli al cambiamento, alla necessità di conquistare la capacità di una riflessione critica della globalità, ad una maggiore autonomia del pensiero che significa anche formare a maggiori responsabilità.
Ma che cos’è la responsabilità: il dizionario Treccani la definisce
C’è poi la responsabilità morale, quella di coloro che esercitano la trasmissione del sapere in maniera inadeguata, forti di un curriculum geneticamente modificato comprovato in maniera non genuina, che riempiono in maniera falsamente veritiera i discenti di informazioni non congrue perché non hanno le competenze: le competenze si acquisiscono studiando, lavorando, investendo su se stessi, non su fogli di carta ottenuti quale sconto merce.
Sarebbe ora che ci fosse qualcuno che si adoperasse affinché questa responsabilità morale del formatore marittimo diventasse penale come quella che ho letto su Google e la sicurezza sul mare ci guadagnerebbe molto: specialmente adesso.
Non ho intenzionalmente aperto la notizia e per tanto non conosco i fatti, non sono entrato nel merito, niente di niente, però la responsabilità del formatore collegata alla Corte di Cassazione mi ha immediatamente ingenerato un turbinio di riflessioni. Ho riflettuto sulla mia esperienza nella formazione in generale e sulla mia esperienza pratica nella formazione marittima e mi sono accorto che nella bibliografia italiana non ci sono riflessioni in merito alle responsabilità nella formazione.
Negli ultimi anni siamo passati ad una società della conoscenza in cui il vero e forte strumento di crescita è diventato il capitale intellettuale. In mare abbiamo bisogno di ufficiali con alte competenze e con una manutenzione costante delle stesse, abbiamo bisogno di ufficiali capaci di saper gestire la complessità della nave, del navigare e che sappiano trovare le soluzioni adeguate.
Negli ultimi anni la professione marittima ha avuto un’evoluzione incredibile da un punto di vista normativo. È proprio dalla normativa, e quindi dalla formazione, che inizia il cambiamento, ma il cambiamento all’interno di una professione particolare come quella del mare dove ci sono scogli e sirene sempre in agguato, non lo si ottiene solo con le modifiche della normativa, bisogna soprattutto adeguare i contenuti dei programmi; bisogna orientarli al cambiamento, alla necessità di conquistare la capacità di una riflessione critica della globalità, ad una maggiore autonomia del pensiero che significa anche formare a maggiori responsabilità.
Ed in ciò il formatore è responsabile.
Ma che cos’è la responsabilità: il dizionario Treccani la definisce
“Il fatto, la condizione e la situazione di essere responsabile delle proprie azioni”;io aggiungerei anche le conseguenze delle proprie azioni. L’azione non è solo quella materiale, ma anche la trasmissione del proprio pensiero e delle proprie conoscenze è azione. Va precisato che nel nostro sistema, a differenza di quello di altri paesi (anglosassoni per esempio) non è stata istituzionalizzata una figura di formatore quindi è formatore colui al quale di volta in volta viene assegnato un incarico. Nell’amministrazione che gestisce il mare, per la verità, ci sono delle richieste di requisiti, delle comprovate esperienze, ma non c’è nulla che certifichi veramente ed ufficialmente la figura del formatore. Ecco perché è possibile essere tratti in inganno dalla presentazione della documentazione di “comprovata esperienza” che si allunga o si accorcia a secondo delle necessità. Ecco perché pur di vendere – ad esempio – una particolare apparecchiatura si regala anche l’attestato con il quale Tizio e Caio sono in grado di insegnare l’utilizzo di quella apparecchiatura. Ma la responsabilità? La responsabilità, quella penale per esempio, tocca solo se stessi e fa parte della propria statura di essere umano; poi c’è quella etica che è di chi esercita una mestiere, quello del formatore, in maniere professionale.
C’è poi la responsabilità morale, quella di coloro che esercitano la trasmissione del sapere in maniera inadeguata, forti di un curriculum geneticamente modificato comprovato in maniera non genuina, che riempiono in maniera falsamente veritiera i discenti di informazioni non congrue perché non hanno le competenze: le competenze si acquisiscono studiando, lavorando, investendo su se stessi, non su fogli di carta ottenuti quale sconto merce.
Sarebbe ora che ci fosse qualcuno che si adoperasse affinché questa responsabilità morale del formatore marittimo diventasse penale come quella che ho letto su Google e la sicurezza sul mare ci guadagnerebbe molto: specialmente adesso.
Manuel Tavilla
La formazione degli ufficiali della Marina Mercantile
L’istruzione nautica in Italia negli ultimi cinquanta anni
“Progetto Orione”
“Progetto Nautilus”
La quarta ed ultima modifica è di questi anni ed è dovuta alla riforma Gelmini della scuola secondaria superiore che per tutti gli istituti tecnici ha fissato in 1217 ore il monte ore delle materie professionalizzanti del secondo biennio e del quinto anno.
Fin qui l’istruzione. E la formazione post-diploma? Totalmente assente! Gli unici momenti di “verifica” della professionalità dell’ufficiale, una volta avviatosi al lavoro sul mare, era rappresentato dagli esami di grado, ossia dall’esame per conseguire il cosiddetto “patentino” e da quello per conseguire la “patente”, sia per il settore coperta che per la macchina, ovviamente dopo rispettivamente 18 e 48 mesi di navigazione. Come ci si rende conto, mai, in Italia, si è fatta strada l’idea della formazione continua, eccezion fatta, nel passato, per qualche voce solitaria rappresentata dall’indimenticabile Corradino Ciampa.
Del fatto che in Italia non si è mai pensato ad una formazione continua nel campo marittimo, si ebbe una mortificante conferma dagli esiti della visita che la commissione dell’EMSA, l’ente europeo che sovrintende alla formazione, effettuò alcuni anni fa a diversi istituti nautici del nostro Paese e ad alcuni centri di formazione. Per comprendere il gap accumulato dall’Italia bisogna fare un passo indietro e ricordare che l’IMO (International Maritime Organization) alcuni anni fa pubblicò i seguenti model course (ossia dei modelli di svolgimento dei corsi):
I quali intervenivano, ovviamente in applicazione degli emendamenti del 1995 alla STCW ’78, sulla formazione degli ufficiali di coperta e macchina della marina mercantile mondiale.
- IMO Model Course 7.01-Master and Chief Mate
- IMO Model Course 7.02-Chief engineer officer and second engineer officer
- IMO Model Course 7.03-Officer in charge of a navigational watch
- IMO Model Course 7.04-Officer in charge of an engineering watch
Qualche dato contenuto negli IMO Model Course aiuterà a comprendere la linea dettata dalla stessa IMO. L’IMO Model Course 7.01 riguarda la formazione dei comandanti e primi ufficiali, ossia coloro che rientrano nel management level. Ebbene l’IMO Model Course in argomento prevede la bellezza di 691 ore di formazione per il management level, dopo, si intende, la formazione di ufficiale di navigazione in servizio di guardia che viene trattato dall’IMO Model Course 7.03 e prevede un numero di ore di formazione pari a 997. Per il dipartimento macchine le cose non vanno meglio. Ad esempio per la formazione dei direttori di macchine e primi macchinisti (sempre management level) sono previste 1202 ore.
Cosa si fa in Italia?
Dopo il diploma di istituto tecnico - Settore Tecnologico - indirizzo Trasporti e Logistica (secondo l’attuale riforma), il giovane deve vedersela da solo e cercare di superare i due esami di grado che nel frattempo sono diventati “Abilitazione per ufficiale di navigazione” “Primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiori a 3000 GT” (per citare solo quelle corrispondenti ai vecchi titoli professionali suddetti) per la coperta e altrettanto per il dipartimento macchina. I relativi programmi, ovviamente, sono stati ricavati dalla STCW ‘78/’95.
E all’estero cosa si fa?
Quale la soluzione?
E i centri di addestramento?
Nicola Petronzi
Direttore Tecnico
ACMA Enterprise Training Center srl - Torre del Greco
Mare Forum riunisce il Gotha del cluster marittimo a Roma
Il cluster marittimo mondiale si riunisce per la nova volta in Italia.
Quest’anno l’edizione di Mare Forum si svolgerà mercoledì 8 maggio nella pittoresca cornice del Grand Hotel Parco dei Principi di Roma, dove si discuterà delle sempre mutevoli sfide globali che il mercato in costante cambiamento pone agli imprenditori ed esperti della finanza.
è la domanda cui l’audience e i numerosi analisti di fama internazionale cercheranno di rispondere.
Come da tradizione ormai consolidata, l’apertura dei lavori – che vedrà la partecipazione di Paolo D’Amico, Presidente Confitarma, e di Magda Kopczynska, al vertice della Commissione Europea per le Politiche marittime e la Logistica - è dedicata all’approfondimento dello stato di salute della marineria mercantile e degli scenari macroeconomici internazionali, anche alla luce degli ultimi recenti accadimenti geopolitici.
A seguire ci sarà un interessante dibattito sul tema delle aspettative del mercato dei noli e al pomeriggio affronteremo temi di chiave finanziaria unitamente con primari istituti bancari italiani ed internazionali.
L’audience è costituito da primari armatori, provenienti non solo dall’Italia ma anche da Grecia, Norvegia, Cina e Medio Oriente, mentre gli operatori e soprattutto le numerose banche nazionali ed internazionali, che hanno già confermato la propria presenza, avranno l’occasione di partecipare attivamente al dibattito, dando le proprie idee e i propri preziosi contributi, nonché il compito di rispondere a questi strategici quesiti.
Ovviamente, nel corso della giornata, non mancherà lo spazio dedicato all’analisi del
delle prospettive del mercato dry cargo, di quello tanker e di quello container, nonché delle imminenti sfide che l’intero cluster marittimo dovrà affrontare a breve.
Compagnie di navigazione italiane e straniere, charterers di primario livello, compagnie petrolifere, shipbrokers, istituti di credito nazionali e nordeuropei, studi legali internazionali, assicuratori e consulenti hanno già confermato la propria partecipazione ai lavori dell’8 maggio: tutto ciò ci inorgoglisce in quanto sta a significare che Mare Forum Italy è molto di più di una conferenza.
Quest’anno l’edizione di Mare Forum si svolgerà mercoledì 8 maggio nella pittoresca cornice del Grand Hotel Parco dei Principi di Roma, dove si discuterà delle sempre mutevoli sfide globali che il mercato in costante cambiamento pone agli imprenditori ed esperti della finanza.
“Quo vadis?”
è la domanda cui l’audience e i numerosi analisti di fama internazionale cercheranno di rispondere.
Come da tradizione ormai consolidata, l’apertura dei lavori – che vedrà la partecipazione di Paolo D’Amico, Presidente Confitarma, e di Magda Kopczynska, al vertice della Commissione Europea per le Politiche marittime e la Logistica - è dedicata all’approfondimento dello stato di salute della marineria mercantile e degli scenari macroeconomici internazionali, anche alla luce degli ultimi recenti accadimenti geopolitici.
A seguire ci sarà un interessante dibattito sul tema delle aspettative del mercato dei noli e al pomeriggio affronteremo temi di chiave finanziaria unitamente con primari istituti bancari italiani ed internazionali.
L’audience è costituito da primari armatori, provenienti non solo dall’Italia ma anche da Grecia, Norvegia, Cina e Medio Oriente, mentre gli operatori e soprattutto le numerose banche nazionali ed internazionali, che hanno già confermato la propria presenza, avranno l’occasione di partecipare attivamente al dibattito, dando le proprie idee e i propri preziosi contributi, nonché il compito di rispondere a questi strategici quesiti.
Ovviamente, nel corso della giornata, non mancherà lo spazio dedicato all’analisi del
trend dei noli marittimi
delle prospettive del mercato dry cargo, di quello tanker e di quello container, nonché delle imminenti sfide che l’intero cluster marittimo dovrà affrontare a breve.
Compagnie di navigazione italiane e straniere, charterers di primario livello, compagnie petrolifere, shipbrokers, istituti di credito nazionali e nordeuropei, studi legali internazionali, assicuratori e consulenti hanno già confermato la propria partecipazione ai lavori dell’8 maggio: tutto ciò ci inorgoglisce in quanto sta a significare che Mare Forum Italy è molto di più di una conferenza.
Giuseppe Bottiglieri
Dragaggio dei canali portuali di Venezia
Obiettivo raggiunto: ripristinati i canali a -11.50 metri
La Capitaneria di Porto ha certificato - con l’ordinanza n.51/13 - il raggiungimento del massimo pescaggio per il canale
Malamocco-Marghera
a Venezia (-11.50 metri) per le navi in arrivo/partenza.
Il Canale industriale Ovest (Banchine Emilia e Liguria) ha raggiunto il pescaggio massimo, certificato a meno -11.50, così come le Banchine Piemonte e Romagna (Bacino Molo B), un risultato atteso dagli operatori perché consentirà di migliorare sensibilmente le capacità ricettive dei terminal.
Certificato anche il pescaggio massimo a -11.30 metri per le banchine Trento e Bolzano (testata molo A) e per la banchina Aosta (bacino molo B).
Si tratta complessivamente di un investimento (dal 2004 ad oggi), a carico dell’Autorità Portuale di Venezia, pari a 250 milioni di euro a beneficio di tutta la portualità lagunare e delle imprese del territorio nordestino. Il lavoro è stato svolto anche grazie alla collaborazione dell'ex Commissario delegato per l'emergenza socio economica e ambientale dott. Roberto Casarin.
Attrazioni eccezionali su navi sempre più grandi
Ampliare il mercato attraverso una reciproca rappresentanza nei propri Paesi 365 giorni di promozione turistica per la Sardegna nel mercato spagnolo
La compagnia di navigazione leader nei trasporti marittimi spagnoli, Balearia e Tirrenia CIN, Compagnia di Navigazione Italiana, hanno stretto un accordo strategico che consente alle due società di ampliare il proprio mercato attraverso una reciproca rappresentanza nei rispettivi Paesi.
Nuova “vertiginosa” attrazione per Msc Preziosa: “Vertigo” uno scivolo acquatico di oltre 120 metri, il più lungo mai progettato e costruito a bordo di una nave da crociera.
“Vertigo” permette agli ospiti di provare un’emozionante discesa tra curve e tornanti con fasce di colore traslucide che creano un sorprendente effetto stroboscopico, portando gli ospiti anche oltre il perimetro della nave con un breve emozionante passaggio sul mare. Proprio in questo tratto
lo scivolo diventa trasparente
La competizione nel mercato crocieristico spinge ormai le compagnie di navigazione ad estremizzare le dimensioni dell’offerta, navi sempre più grandi, con sempre più passeggeri a bordo, con sempre più attrazioni sensazionali. Restano alcuni interrogativi, primo fra tutti quello sulla sicurezza, tantissime persone da gestire in spazi ristrettissimi in momenti di crisi, e poi il senso del mare, del viaggio che si sta perdendo.
ACCORDO TRA TIRRENIA CIN E BALEARIA
Ampliare il mercato attraverso una reciproca rappresentanza nei propri Paesi 365 giorni di promozione turistica per la Sardegna nel mercato spagnolo
La compagnia di navigazione leader nei trasporti marittimi spagnoli, Balearia e Tirrenia CIN, Compagnia di Navigazione Italiana, hanno stretto un accordo strategico che consente alle due società di ampliare il proprio mercato attraverso una reciproca rappresentanza nei rispettivi Paesi.
L’accordo, che è stato firmato a Barcellona dal Presidente di Balearia, Adolfo Utor, e dell’Amministratore Delegato di Tirrenia CIN, Ettore Morace, sarà operativo a partire dal mese di maggio e permetterà ad entrambe le compagnie di essere presenti sia sul mercato spagnolo che su quello italiano.
Questa collaborazione avrà come primo effetto l’ampliamento della rete commerciale delle due società attraverso la vendita incrociata dei servizi già da maggio e rafforzerà la posizione e la competitività delle due compagnie sia sui propri mercati che nell’area del Mediterraneo.
L’alleanza permetterà a
Tirrenia CIN
sua società rappresentante. Viceversa
Balearia
Il nuovo corso di Tirrenia CIN si spinge così oltre i confini italiani con un’apertura verso nuovi mercati all’interno del Mediterraneo, che porteranno prevedibilmente nuove energie ed una visione più internazionale del proprio business.
Balearia è stata fondata nel 1998 e collega regolarmente le Isole Baleari e lo Stretto di Gibilterra e
attualmente è presente anche alle Bahamas. Complessivamente Balearia opera su 21 linee con 17 navi tra Ferry e Fast Ferry, secondo delle esigenze del territorio; ha oltre 1.000 dipendenti e nel 2012 ha trasportato oltre 3 milioni di passeggeri e più di 3,5 milioni di metri lineari di merci.
Tirrenia è stata fondata nel 1936 e dal 2012 è stata acquisita da Compagnia Italiana di Navigazione S.p.A. diventando Tirrenia CIN. Attualmente opera nel settore del cabotaggio marittimo come titolare del servizio pubblico di collegamento con le isole maggiori, le Isole Tremiti e come vettore per il traffico merci. Considerato uno dei principali operatori dello Shipping Europeo, Tirrenia CIN impiega attualmente 16 navi tra Cruise Ferry e Ro‐Ro Pax, ed è una delle flotte più moderne del Mediterraneo in quanto tutte le unità per il trasporto passeggeri sono state costruite dopo il 2000.
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