mercoledì 8 maggio 2013

Collisione tra Jolly Nero e la Torre Piloti di Genova

Di seguito altre foto della sciagura nel porto di Genova.

All'indirizzo: www.portoediporto.blogspot.it l'inedito filmato registrato da un elicottero della Guardia Costiera.








Crollo della torre dei Piloti nel Porto di Genova


Riceviamo mercoledì 8/5/2013 alle ore 12.46 dal Comando Generale Guardia Costiera il seguente comunicato:
Alle ore 23.00 della scorsa notte, la motonave Jolly Nero, di bandiera italiana, mentre era impegnata nella manovra di uscita dal porto di Genova, ha urtato la torre di controllo dove è anche ubicata la sala operativa della Guardia Costiera, causando il cedimento della struttura. Al momento del crollo, all’interno della torre erano presenti 13 persone, di cui 10 militari della Guardia Costiera e 3 civili, operatori portuali. Al momento, le vittime accertate sono 5, di cui 3 appartenenti alla Guardia Costiera. 4 persone sono ricoverate in ospedale, mentre in 4 risultano ancora dispersi.
Dopo aver impiegato anche due mezzi aerei del Corpo, le ricerche proseguono in mare con mezzi navali e operatori subacquei della Guardia Costiera. Partecipano alle ricerche sia in mare che a terra Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato.

ALPE ADRIA TRAIL: UN TREKKING DALLA CARINZIA VERSO IL MARE

Sarà sicuramente apprezzato da chi alla spiaggia e agli ombrelloni preferisce una vacanza attiva, immersa nella natura. L’Alpe-Adria-Trail è un trekking lungo 750 chilometri che, snodato tra Carinzia, Slovenia e Italia, permetterà di scoprire tre culture e tradizioni diverse. Dai piedi del maestoso Grossglockner fino alle acque del mare Adriatico, attraversando l’incantevole “Giardino dell’Eden”. Un viaggio unico e affascinante, per chi vive d’avventura.


Mettete la Carinzia collegata al mare da un filo immaginario di 750 chilometri, questo è l’Alpe Adria Trail. Un sentiero che  inizia ai piedi della più alta vetta austriaca, il Grossglockner (3.798 metri), e prosegue fino al mare Adriatico in 43 tappe che attraversano i paesaggi di Carinzia, Friuli e Slovenia. Circa 750 chilometri totali da Nord a Sud, snodati tra splendidi territori caratterizzati da un clima temperato che promette tante ore di sole e temperature piacevoli. Il denominatore comune dell’Alpe Adria Trail? L’acqua, dal ghiaccio delle vette più alte, ai ruscelli, fino ad arrivare al mare.

Carinzia, il primo passo per un viaggio tra tre culture


Ben 21 tappe dell’Alpe Adria Trail si svolgono in Carinzia, partendo dal Parco Nazionale degli Alti Tauri, ai piedi del Pasterze, il più vasto ghiacciaio austriaco. Proseguendo per Heiligenblut e Grosskirchheim, si arriva fino ai mulini di Arriach; lungo il percorso si passerà per la medievale Gmünd, cittadina degli artisti, recentemente premiata con l’EDEN-Award per il suo impegno professionale a favore della cultura. Si arriva quindi alla Millstätter Alpe, una tra le zone escursionistiche più belle della Carinzia, sia per le sue cime dolci e arrotondate, sia per la vista meravigliosa sul sottostante lago Millstätter See. Da qui il cammino ricomincia verso la cima dell'Alpe Gerlitzen, a 1.911 m. Da qui si potrà godere di una magnifica vista sul lago Ossiacher See per poi proseguire per l’ultima tappa che va da Velden, sul lago Wörthersee, fino alla Baumgartnerhöhe, a poca distanza dal lago Faaker See.

Attraverso la Slovenia verso il mare


Lasciato il territorio austriaco e la Carinzia, ecco la Slovenia e Kransjka Gora. Seguendo il percorso del fiume Isonzo, il trail attraversa il parco del Triglav nelle Alpi Giulie, l'unico parco nazionale della Slovenia. Qui i più fortunati potranno ammirare diverse specie di animali selvatici come stambecchi, camosci, cervi, galli cedroni e tanti altri. Lungo la strada alpina più alta della Slovenia, si passa per Vršič raggiungendo Bovec, nella incontaminata valle dell'Isonzo, un vero gioiello naturale ricco di attrazioni naturalistiche, cascate, grotte e solitarie valli laterali. Si prosegue quindi verso Caporetto (Kobarid) e Tolmino, paesi legati alle memorie della Prima Guerra Mondiale. La valle deve gran parte della sua bellezza alle acque azzurre e trasparenti del suo fiume: questo è il luogo ideale per gli amanti della canoa e dei pescatori. Man mano che si avanza lungo l’Isonzo verso Sud, il paesaggio si fa sempre più dolce. A Ovest, il Trail attraversa la zona di Goriška Brda, dove per tradizione da secoli si pratica la viticoltura. Il sentiero termina nel Carso a Est di Trieste, dove vale la pena visitare un monumento culturale famoso in Europa e nel mondo: il centro ippico e allevamento di cavalli di Lipizza, fondato nel 1580 dall'arciduca Carlo II.

Trieste e la luce dell’Adriatico


Attraversando per la prima volta il confine italiano, si respira l’atmosfera e i profumi del Mediterraneo. Si entra quindi nell’antica città di Cividale del Friuli, fondata da una popolazione celtica e in seguito conquistata da Giulio Cesare e inclusa nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Da qui inizia il viaggio attraverso i sapori d’Italia con irrinunciabili visite alle aziende di produzione del Collio, famose per l’eccellente qualità dei vini. La località più importante di questo affascinante paesaggio collinare è Cormòns, una meravigliosa cittadina in stile asburgico, dove vale la pena di visitare sia le chiese, sia le numerose cantine vinicole. La tappa successiva porta attraverso il Carso con il suo paesaggio aspro e affascinante a Duino, dove Rainer Maria Rilke scrisse le famose Elegie Duinesi, si raggiunge finalmente il mare e il porto di Muggia, idillica cittadina marinara caratterizzata dall’inconfondibile stile di Venezia. Ascoltando il rumore leggero che fanno gli alberi delle barche a vela nel porto e respirando l’aria salmastra dell’Adriatico, si potrà cenare con ottimo pesce di mare in uno degli eccellenti ristoranti, godendo una vista magnifica sul pittoresco golfo di Trieste disteso come in sogno.

NUOVO COLLEGAMENTO CON L’ALBANIA

Nuovo collegamento tra Trieste e l'Albania.
 Il 3 maggio 2013 è stato avviato il collegamento di linea ro/ro con l’Albania sulla direttrice Trieste-Ancona-Durazzo. Il servizio è bisettimanale (attualmente il martedì e il venerdì) servito dalla motonave AF Marina, con un potenziale di oltre 100 camion  per toccata e la possibilità di trasportare fino a un massimo di 600 passeggeri per conto della società Adriaferries di Ancona.
Tale collegamento conferma il tradizionale rapporto diretto del porto di Trieste con l’Albania ed è suscettibile a breve di sviluppare analogamente anche il comparto passeggeri che sino a pochi anni fa già interessava lo scalo triestino.

Project Life

La storia vuole che E. A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta, tornasse spesso a Pellezzano, paese natale dei suoi genitori, nella Valle dell’Irno, per scrivere le sue canzoni: da “La leggenda del Piave” a “Tammurriata nera”, il suo ultimo successo, ispirato ad un episodio di cronaca legato ai rapporti intercorsi tra ragazze napoletane e soldati di colore. La felice posizione in collina e la vicinanza al mare, per trovarsi a un tiro di schioppo dalla

costiera Amalfitana


 e dalla ridente Salerno, ne facevano, e ne fanno ancora, un centro di potenziale attrazione turistica per il suo clima mite e l’ambiente variegato. Il paese è incastonato in un territorio, la Valle dell’Irno, che ha visto mutare la propria economia nel corso degli anni; da quando nel 1843 è stata completata la ferrovia Napoli-Nocera e qualche anno più tardi prolungata fino a Salerno e collegata con Avellino attraverso la galleria di Codola, la più antica d’Italia, prima galleria ferroviaria costruita nel nostro paese. In quegli anni il cotone si avviava a sostituire la seta e il lino, tradizionali prodotti della terra, grazie ai capitalisti svizzeri che cominciarono ad insediare fabbriche nell’Agro Nocerino e finanche nella vallata dove i corsi d’acqua andavano a confluire nel fiume Irno. Sapori e mestieri non sono andati però persi nel tempo. A riscoprirli ed a valorizzarli, recuperando la memoria storica contadina e le antiche tradizioni, ci pensa adesso Project Life, un’associazione locale che punta a salvaguardare l’identità storica dei luoghi, avvicinando i visitatori ed i cittadini del comprensorio salernitano ed avellinese al mondo dell’artigianato, delle tradizioni culturali e gastronomiche.

Una passeggiata, insomma, con lo spirito del camminare lento alla riscoperta degli antichi mestieri artigianali che si tramandano ancora. Come la lavorazione del legno, del marmo e del ferro. E dei sapori, come filo conduttore, per scoprire un territorio che conserva ancora una ricchezza poco conosciuta che deriva dalla sua storia e dall’esclusione dei circuiti del turismo di massa. Con il piacere di riappropriarsi di quel gusto oggi perduto. Le attività di promozione e di sensibilizzazione rappresentano il comune denominatore dell’associazione che intende perseguire anche

“sani ed onorevoli principi di solidarietà”


sottolinea il presidente di Project Life, Alfonso De Bartolomeis. In questo processo che lega ogni persona al contesto di appartenenza, “riteniamo che anche l’informazione sia un bene ed un veicolo prezioso per dare valore alla socialità e per far conoscere un territorio ancora sano e genuino”, aggiunge de Bartolomeis.
Eduardo Cagnazzi

martedì 7 maggio 2013

Convention Propeller Clubs

Ancora una volta Napoli sarà al centro del Mediterraneo in occasione della XII Convention del

Propeller Club


che si svolgerà nella prestigiosa sede del Castel dell’Ovo venerdì 24 maggio. Il tema della Convention

“L’unità nella diversità, un ponte culturale ed Economico sul Mediterraneo: Punti chiave, Traffici marittimi, Porti e ”Education”

e l’importanza dei relatori porteranno a Napoli numerosissimi Soci dei Propeller Clubs italiani, nonché europei; sarà infatti presente anche il Presidente dei Propeller europei Hugo Geerts e esponenti dei Propellers svizzeri, francesi e di altri Paesi.

La manifestazione ha ottenuto il riconoscimento della Commissione europea che l’ha inserita tra gli eventi della

Giornata Marittima Europea


ed è anche l’evento dell’anno della Federazione del Mare. Paolo d’Amico, infatti, sarà primo relatore della convention nella qualità di Presidente di tutto il cluster italiano.
Napoli e la sua provincia, come provato dal recente studio CENSIS per la Federazione del Mare, rappresenta uno dei più grandi “distretti” dello shipping e delle attività del mare in Europa soprattutto in chiave Mediterranea e si conferma quindi come vincente la scelta di Napoli per questo evento.
Abbiamo l’onore di ospitare a Napoli quest’anno la Convention nazionale (che si tiene ogni due anni) ed il Propeller napoletano l’ha trasformata in un grande evento internazionale.
Vorrei dare un grande riconoscimento pubblico a tutto il Consiglio Direttivo napoletano che ha lavorato in unità ed armonia per la realizzazione dell’evento ed in primis a Bruno Castaldo e a Pino Coccia che si stanno impegnando moltissimo per dare ai nostri ospiti il massimo sia dal punto di vista del Convegno che da quello sociale.

La Conferenza si articolerà in due sezioni, al  mattino si parlerà di traffici e porti e al pomeriggio di  Cultura e Education.
Dopo i saluti istituzionali (Sindaco De Magistris, Presidente Regione Caldoro e Presidente Camera Commercio Maddaloni) avremo  al mattino tre “coppie” di relatori

  • Traffici Marittimi affidati a Paolo D’Amico (Presidente Federazione del Mare) e a Michele Pappalardo ( Presidente napoletano di Federagenti),
  • Porti, relatori il Presidente del Porto marocchino di Tangeri Mohammed Hassad e Sergio Prete Presidente del Porto di Taranto e
  • Amministrazioni, con la Dirigente europea DG Mare Anita Vella e il Direttore Generale per la Marina Mercantile Enrico Pujia
.
I lavori del pomeriggio poi, moderati da Bruno Castaldo, incentrati su Cultura e Education, si articoleranno in tre moduli

  • Storia e Cultura  del Mediterraneo, relazioni dei Professori Imbruglia e Mascilli Migliorini,
  • Education, affidata a Daniela Fara, Direttrice della prestigiosa Accademia della Marina Mercantile e Presidente WISTA.
  • Le istituzioni del Commercio, relatori Mourad Fradi, Presidente della Camera di Commercio Italo-Tunisina e Federico Bega che ci forniranno un quadro istituzionale dei commerci tra Sponda Nord e Sponda Sud del Mediterraneo.

Concluderà i lavori del pomeriggio Gianenzo Duci, giovane e brillante Presidente di Assoagenti Genova. Ci saranno anche, divisi tra mattina e pomeriggio, quattro voci di Presidenti di Clubs Propeller locali con brevi interventi di Mariano Maresca di Genova, Riccardo Fuochi di Milano, Simone Bassi di Ravenna e Renato Coroneo di Palermo.
Il Propeller è infatti molto radicato sul territorio nazionale con 19 Clubs e oltre 1.300 Soci, esponenti del mondo dello shipping, dei porti e della logistica.

Umberto Masucci
Presidente Nazionale Propeller Clubs

Istruzione e Azienda creano sinergie nei Picentini

Parte nei Picentini il QUALITY NETWORK per costruire il Sistema dell’offerta turistica integrata e dei prodotti tipici dei Picentini. L’iniziativa che ha suscitato l’interesse e le aspettative dell’imprenditoria del turismo e dei prodotti tipici dei picentini si inserisce tra le attività SCUOLA@AZIENDA del  Polo Qualità di Napoli guidato dal  Responsabile Angela Orabona.
Dopo l’approvazione a febbraio da parte del collegio Docenti dell’I.I.S. Glorioso di Montecorvino Rovella il progetto è stato presentato ai soggetti privati e ai soggetti pubblici durante un incontro tenuto l’11 marzo scorso presso la sede provinciale di Confindustria di Salerno e poi sottoscritto l’8 aprile presso il Liceo Scientifico di Montecorvino Rovella.

Il QUALITY NETWORK sancisce l’avvio di una collaborazione tra l’I.I.S. Glorioso, con il suo Istituto Tecnico Economico di Giffoni Valle Piana dove da due anni è attivo il corso di Marketing turistico e dei prodotti tipici, e il territorio picentino creando una collaborazione finalizzata alla realizzazione di un appropriato piano formativo e di sviluppo imprenditoriale basato sull’integrazione dei sistemi di Istruzione Scolastica ed Azienda.
Con l’accordo sottoscritto sinora da circa 40 aziende e 7 soggetti pubblici del territorio, le parti intendono realizzare congiuntamente un percorso volto ad avvicinare i due sistemi, Istruzione Scolastica ed Aziende dell’offerta turistica e dei prodotti tipici dei Picentini, attraverso una più approfondita conoscenza reciproca, secondo la modalità dell’accordo di rete, tenendo conto delle Indicazioni Nazionali per il curricolo del 4 settembre 2012 in cui si afferma che

“Il sistema scolastico italiano assume come orizzonte di riferimento il quadro delle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea (raccomandazione del 18 dicembre 2006)”

e così come previsto nell’ambito della Riforma della scuola secondaria di II° grado approvata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 4 febbraio 2010.

Agli studenti dell’Istituto Tecnico Economico di Giffoni Valle Piana sarà possibile non solo svolgere attività di stage aziendale nel proprio territorio ma di seguire step by step la costruzione del Sistema Turistico e dei prodotti tipici dei Picentini visto che con il Gal Colline Salernitane saranno poste in campo diverse attività/servizi/iniziative per valorizzare l’offerta locale (coordinamento, qualificazione, marketing interno, marketing esterno, formazione, aggiornamento, innovazione, internazionalizzazione e distribuzione).

“L’attuale scenario, ha dichiarato il Dirigente scolastico Renzo Stio dell’I.I.S. Glorioso di Montecorvino Rovella, spinge ad operare in sinergia per un’economia locale che punti sui giovani, sull’identità e le risorse territoriali con una forte immagine di marca, al fine di competere con gli altri sistemi territoriali creando occasioni di sviluppo capaci di innescare processi economici, cultura della qualità e prospettive occupazionali per il Mezzogiorno”.

Made in Italy verso la Cina

Rallenta l’economia nel Paese del Dragone, ma ai cinesi il Made in Italy piace sempre più. Soprattutto quello agroalimentare.

Caffè, pasta, condimenti e pasti pronti sono i prodotti più richiesti sulle loro tavole per un valore di circa 200 milioni di euro e con una crescita, a fine 2012, del 28,5% rispetto all’anno prima. Oltre a questi prodotti (36,9%), nell’export pesano anche la carne lavorata e conservata (22,7%) e gli olii grassi vegetali ed animali (16,2%). Registrano tuttavia la maggiore crescita frutta ed ortaggi lavorati e conservati (+69,2%) e i prodotti legati all’industria casearia (+66,5%). E sono 42.244 le imprese individuali con titolari nati all’ombra della Muraglia attive in Italia nel 2013, con una crescita del 5,9% in un anno. Si concentrano soprattutto a Prato (4.502 imprese, in gran parte operanti nel settore tessile e dell’abbigliamento), Milano (4.196, +7%) e Firenze (3.536, +8,4%). Quarta Roma con 2.814 titolari, mentre Napoli è quinta con 1.899. In un anno però le province dove, in percentuale, cresce di più la presenza di piccoli imprenditori provenienti dalla Cina sono Pordenone (+27,9%), Gorizia (+19,6%) e Cremona (+18,9%). E le regioni più vocate all’export di prodotti alimentari in Cina, secondo quanto emerge da una collaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese ed Istat, sono il Piemonte (32,5%), Toscana (13,9%), Emilia Romagna (11,6%) e Lombardia (9,4%).
Oggi la Cina è il

terzo partner commerciale


dell’Italia dopo Germania e Francia. I numeri parlano chiaro: dieci anni fa l’interscambio complessivo tra i due paesi ammontava a 9,1 miliardi di dollari; oggi è salito a oltre 51,3 miliardi, di cui 33,7 miliardi è il valore delle esportazioni cinesi verso l’Italia, mentre le vendite tricolori verso la Grande Muraglia sono pari a poco più di 17,6 miliardi di dollari. Insomma, nell’arco di dieci anni l’export cinese verso l’Italia è cresciuto di otto volte, mentre quello italiano verso la Cina si è quadruplicato. L’impulso ai rapporti commerciali tra i due Paesi è dovuto senz’altro alle modifiche di controllo effettuate dalle autorità del Dragone sui prodotti che entrano ed escono da qual territorio; un’azione che darà i suoi frutti su quel mercato troppo spesso invaso da prodotti contraffatti che non hanno nulla a che vedere con il vero Made in Italy.

Una grossa opportunità, dunque, per le imprese italiane. Soprattutto perché le azioni messe in campo dal governo di Pechino hanno negli ultimi anni spalancato le porte agli investitori stranieri. Ed accanto ai prodotti dell’eccellenza agroalimentare italiana, servono componenti per il settore dell’energia rinnovabile, della meccatronica, dell’aeronautica e della moda. Insomma, si aprono le porte per accordi di collaborazione e di partnership tra i due paesi; un percorso iniziato con lo sbarco in Cina di Illy, Barilla, Pasta Agnesi, Zonin, Pasta Zara, Grana Padano, tanto per citarne alcune, e l’ingresso in Italia della Hutchison Whampoa nella gestione del porto di Taranto, di cui detiene il 60% del capitale, proseguito con un massiccio investimento nelle attività della Ebri di Rita Levi Montalcini che rischiava di chiudere i battenti. Adesso, con la sperimentazione di nuovi farmaci per combattere le malattie neurodegenerative la Ebri è considerata una gallina dalle uova d’oro. E di recente è anche l’accordo tra la Regione Puglia e il gruppo China Energy Conservation per sviluppare il settore delle energie pulite e rinnovabili nel Mezzogiorno d’Italia. Ed oggi la Cina è il settimo acquirente globale del Made in Italy (era il 13° nel 2002), arrivando ad assorbire il 2,7% delle esportazioni tricolori nel mondo.
Eduardo Cagnazzi

Esportazioni in aumento per i distretti industriali

Nonostante la contrazione dei consumi e della domanda estera, l’export rappresenta ancora oltre la metà del fatturato delle imprese dei distretti: a questi “campioni dell’Italian Style” fa riferimento ancora oggi più di un quarto delle vendite all’estero di tutto il sistema Paese. E per il 2013, il 37,4% delle imprese appartenenti alle filiere distrettuali si attende un andamento crescente delle esportazioni. E’ quanto emerge da un’indagine sui

distretti italiani di Unioncamere


Federazione dei distretti italiani, Intesa Sanpaolo, Banca d’Italia, Censis, Cna, Confartigianato, Confindustria, Fondazione Edison, Fondazione Symbola e Istat che indicano anche la strada per intensificare i processi di internazionalizzazione: investire in competenze e managerialità; allungare le filiere e rafforzare il raccordo con l’offerta di terziario innovativo; ridefinire il rapporto con le banche.

"Allungare le filiere, conquistare mercati lontani, reinventarsi ogni giorno con intelligenza e flessibilità fa parte del Dna dei distretti Italiani. Dove, da soli, non si può fare nulla è sul credit crunch e soprattutto nel difficile rapporto con le banche. Ci si deve con forza aggregare affinché venga risolto questo grave problema che ha già messo in ginocchio la manifattura italiana"

evidenzia Valter Taranzano, presidente della Federazione dei Distretti Italiani. Il 37,4% delle imprese operanti nei 101 distretti censiti si attende, dunque, un incremento degli ordinativi esteri, a fronte di un 14,6% che dovrebbe subire un ulteriore calo. La ripresa dell’export si confermerebbe trainata dai Paesi extra-Ue (nel 67,5% dei casi, con segnalazioni di crescita più frequente per gli Stati Uniti, per la Russia e i Paesi dell’Est, per la Cina e, soprattutto, per il Far East, a partire dal Giappone), mentre tra i Paesi dell’Unione europea tiene ancora bene il mercato tedesco. Sulla futura performance dell’export distrettuale potrebbero tuttavia incidere diversi fattori e, in particolare, il rallentamento delle nostre esportazioni verso i Paesi Ue. Inoltre, numerosi sono i segnali di progressivo mutamento in alcuni mercati strategici “presidiati” dai distretti produttivi, in particolare Cina, Russia e India, dove si rileva una graduale sostituzione con proprie produzioni di alcuni beni intermedi fino ad oggi importati. Tra i problemi con i quali si confrontano le imprese delle filiere distrettuali, certamente quello dell’

accesso al credito


è in grado di incidere sulle loro capacità di fare innovazione per mantenere alta la competitività. Dai dati dell’indagine emerge che il 32% delle aziende dei distretti ha avuto difficoltà di accesso al credito nella seconda parte del 2012, mentre il 40% degli imprenditori non si attende miglioramenti nel corso del 2013. Ma per una quota ancora maggiore di imprese (il 47%) nel 2013 ci potranno essere crediti non pagati per difficoltà o fallimenti di alcuni clienti. La competenza e l’innovazione sono i punti di forza dei Distretti vocati all’export: quello del Mobile della Brianza, dove l’indice della maggior propensione all’innovazione assume il suo valore massimo (632); quello lecchese dei Metalli (621); i modenesi Biomedicale di Mirandola e del Tessile-Abbigliamento di Carpi entrambi con un valore pari a 618. Ma hanno prodotto risultati economici molto interessanti anche il distretto Aerospaziale Pugliese e quello Napoletano, il Fiorentino della Pelletteria, quello delle conserve vegetali di Nocera-Sarno. All’origine del loro successo c’è, in primo luogo, la forte propensione all’export e la capacità di dialogare con i mercati globali attraverso il controllo delle reti distributive. Il successo è garantito dai prodotti che uniscono estetica, artigianalità, innovazione e funzionalità.

Eduardo Cagnazzi

ABB realizzerà un sistema di immagazzinamento dell’energia in Italia

Una soluzione containerizzata di immagazzinamento per migliorare la qualità dell’energia, l’integrazione delle rinnovabili e l’utilizzo intelligente delle infrastrutture di trasmissione e distribuzione
Considerando che il contributo medio da

fonti rinnovabili


alla generazione di energia in Europa nel 2005 ammontava a un esiguo 15,2 per cento (fonte Enerdata), l’obiettivo di raggiungere il 21 per cento entro il 2010 sembrava piuttosto ambizioso. Oggi, Paesi come l’Italia hanno superato gli obiettivi medi grazie a un apporto da fonte rinnovabile prossimo al 30 per cento, con un forte impatto sul mix da fonte rinnovabile. All’inizio era la generazione idroelettrica a costituire circa il 70 per cento dell’energia rinnovabile, mentre ad oggi il mix è cambiato a favore dell’eolico e del solare (Fonte: GSE-2012).

Il passaggio da fonti più stabili quali l’idroelettrico ad altre non programmabili perché influenzate dalle condizioni atmosferiche, ha evidenziato l’importanza dell’immagazzinamento energetico per bilanciare la domanda e la fornitura di energia. Finora, lo stoccaggio da impianti idroelettrici con pompaggio dell’acqua è sembrata l’unica via percorribile per l’immagazzinamento di grandi quantità di energia, ma gli sviluppi recenti nelle tecnologie degli accumulatori hanno aperto la strada a soluzioni a batteria che consentono l’integrazione efficiente di energia rinnovabile distribuita e intermittente.



Per consentire che il Sud dell’Italia possa usufruire di tali soluzioni, ABB fornirà a Enel Distribuzione un sistema sperimentale di immagazzinamento dell’energia elettrica per studiarne i benefici all’interno della rete di distribuzione. Il sistema sarà integrato nella cabina primaria di distribuzione situata in Contrada Dirillo nella provincia di

Ragusa, nella Sicilia meridionale,


avrà una potenza nominale di 2 megawatt (MW) e sarà in grado di erogare potenza fino a 30 minuti e sarà alloggiata in tre container preassemblati in fabbrica, due dei quali destinati ai blocchi di batterie al litio e il terzo ai sistemi di conversione e gestione. Il sistema di controllo consente il monitoraggio locale e da remoto dell’installazione dal centro di controllo di rete Enel. Il convertitore trasforma la corrente alternata utilizzata in rete in corrente continua necessaria alle batterie, e viceversa. L’infrastruttura contribuirà al mantenimento della stabilità della rete attraverso soluzioni quali la regolazione di frequenza, migliorando al contempo la qualità dell’energia e fornendo energia per far fronte ai picchi della domanda. Questa soluzione containerizzata è stata progettata per rispondere a norme specifiche

sull’inquinamento acustico ed elettromagnetico


 (EMC), e naturalmente per adattarsi alle condizioni ambientali di Dirillo, zona soggetta ad alte temperature e attività sismiche. Grazie alla sua compattezza, la soluzione ha un ingombro ridotto, e può essere trasferita in alti siti per ulteriori studi di fattibilità.

 
ABB ha installato tecnologie simili in tutto il mondo, sviluppando la propria competenza nella realizzazione di sistemi di immagazzinamento energetico realizzando una soluzione di riserve rotanti per la Golden Valley Electric Association (Alaska) con batterie al nickel-cadmio, in grado di fornire 27 MW di energia per 15 minuti o 46 MW per 5 minuti. Ciò offre alla utility il tempo necessario per immettere l’energia generata in loco in rete. Analogamente, ABB ha fornito alla utility svizzera EKZ il più grande sistema di immagazzinamento energetico a batteria del Paese e il primo in Europa. Per consentire la fornitura di energia addizionale nella rete, ABB ha fornito e installato una soluzione che utilizza batterie Lithium-ion (Li-ion) e può erogare 1 MW di potenza per 15minuti. La struttura è stata integrata alla rete di distribuzione di EKZ ed è in fase di sperimentazione in aree chiave quali il bilanciamento dei picchi di carico, la fornitura di energia intermittente e la fattibilità della soluzione stessa in un’ottica di ottimizzazione della rete.

Prende il via Radici del Sud il festival dedicato ai vitigni autoctoni del Mezzogiorno

Dal 5 al 10 giugno a Carovigno (Brindisi) centinaia di appassionati, produttori, wine buyer, giornalisti e consumatori l’eccellenza  del Sud Italia con etichette della Puglia, Basilicata, Campania, Calabria
 

Prenderà il via a giugno l’ottava edizione di Radici del Sud, il festival dedicato ai vitigni autoctoni del Mezzogiorno che premia i migliori.
Da mercoledì 5 a lunedì 10 giugno 2013  lo splendido scenario del Resort Masseria Caselli di Carovigno (Brindisi), immerso nella campagna brindisina fra alberi secolari di olivo e di carrubo, accoglierà i partecipanti al Salone del vino da vitigno autoctono offrendo loro il massimo del comfort. Centinaia di appassionati, produttori, wine buyer, giornalisti e consumatori provenienti celebreranno la straordinaria evoluzione dei vini da vitigno autoctono meridionali testimonianza di storia e tradizione. E poi anche iniziative aperte al pubblico enoappasionato.


Tanti i wine writer che registreranno le emozioni e i nuovi traguardi raggiunti dalla eccellenza del Sud Italia e li faranno rimbalzare in ogni parte del mondo. La richiesta di partecipazione da parte degli addetti ai lavori quest’anno è pervenuta dai più importanti esperti della Germania, Cecoslovacchia, Belgio, Polonia, Russia, U.S.A., Giappone, Norvegia, Danimarca oltre che dall’Italia. Anche quella delle aziende produttrici è cresciuta rispetto alle precedenti edizioni di Radici del Sud, realtà nuove che vogliono competere e che si presteranno al giudizio dei titolati gruppi d’assaggio. Tante le etichette della Puglia, Basilicata, Campania, Calabria cheparteciperanno al concorso enologico più importante del sud Italia sottoponendosi al wine-tasting composta da una giuria nazionale e internazionale.


 Inoltre numerose saranno le attività collaterali organizzate per far acquisire maggiore familiarità con le realtà territoriali enogastronomiche dove nascono i particolari vini che partecipano a Radici del Sud per poterne comprendere meglio carattere ed essenza ed evidenziarne il profilo storico/culturale di grande impatto. Grande attesa per la giornata del 9 giugno con banchi di assaggio aperti al pubblico e una cena affidata alle esperte mani di cinque signori chef stellati che avranno il compito di esaltare con le loro creazioni i vini più apprezzati dalle due giurie nel corso del wine-tasting, indiscussi protagonisti della serata la cui identità sarà resa nota al convegno di chiusura delle attività tecniche.

Gioia Tauro conosce la strada per il rilancio del transhipment




Mentre viene ufficializzato proprio in questi giorni l’ordine di China Shipping al cantiere sudcoreano Hyundai Heavy Industries per la costruzione di cinque portacontenitori da 18.400 TEUS (400 metri di lunghezza e 58,6 metri di larghezza, in consegna nel 2014), più delle Maersk Triple E in arrivo in estate, il gigantismo navale è sempre più oggetto di discussione negli ambienti dello shipping, soprattutto in Italia, dove l’infrastrutturazione arranca da anni dietro alla dinamica di sviluppo dimensionale delle navi.
Anche da noi, però, c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno.

 “Il gigantismo ha fatto bene ai porti, perché ne ha aumentato l’efficienza. Oggi è senz’altro meglio per un terminal lavorare su una portacontainer da 14.000 TEUs che su quattro da 4.000 - spiega Domenico Bagalà, amministratore delegato di MCT – Medcenter Container Terminal, la joint venture fra Contship, MSC e APM Maersk concessionaria del terminal contenitori di Gioia Tauro, una delle strutture più all’avanguardia del terminalismo portuale nostrano - La crescita delle dimensioni delle navi è un processo oggi molto studiato. Si prevede ad esempio che il container resterà a lungo il format prevalente nel trasporto merci, ma anche che molto cambierà nelle modalità di stiva e, conseguentemente, nell’infrastrutturazione terrestre. Occorreranno probabilmente gru sempre più potenti, dotate di maggiore sbraccio e di maggiore altezza sotto spread, così come continueranno ad affinarsi i sistemi informatici per l’organizzazione delle operazioni di imbarco e sbarco”.

In ogni caso oggi le grandi navi non sono un problema nel porto calabrese, dove “ogni settimana arrivano mediamente 3 giganti da 14.000 TEUs e dove le banchine possono ospitare contemporaneamente anche sei scafi di quelle dimensioni”. Però le criticità non mancano, seppure di altro genere:

“Nei primi tre mesi dell’anno - prosegue Bagalà - abbiamo registrato un +20% circa nella movimentazione; un risultato che, seppur da ponderare coi risultati negativi del primo trimestre 2012, incoraggia e ci stimola a crescere ancora. A preoccuparci, però non sono i traffici né la congiuntura, certamente non al top, ma la siderale distanza dei nostri amministratori dalle esigenze del transhipment, tanto più grave se si considera che fra i concorrenti di Gioia – che non sono i porti italiani – ci sono non solo gli scali nordafricani avvantaggiati dalla non appartenenza all’UE, ma anche un porto come il Pireo dove, a dispetto delle infrazioni europee, i cinesi che lo controllano (Cosco, nda) hanno agevolazioni fiscali e sul costo del lavoro impensabili ovunque in Europa”.

Il risultato è che la competitività, a dispetto di una produttività che nel corso del 2012 ha raggiunto picchi di 30 movimentazioni orarie (sebbene Cecilia Battistello, vertice del gruppo Contship, abbia recentemente ricordato come molto resti da fare), è una chimera: “Secondo i nostri studi, se la situazione rimane invariata, noi e gli altri scali di transhipment italiani saremo competitivi con Nord Africa e Pireo non prima di 4-5 anni, quando cioè quegli scali saranno saturi e quindi giocoforza guadagneremo potere contrattuale. Crediamo tuttavia che qualcosa possa esser fatto anche prima, senza ledere le regole continentali sulla concorrenza”.
Il cahier de doléances di Bagalà va quindi di pari passo con le proposte che MCT avanza – e presto lo farà in forma strutturata e ufficiale Assiterminal, l’associazione di categoria cui Contship Italia si è recentemente iscritta – per la soluzione di questi problemi:

“Per anni ci è stato assicurato che gli sconti sulle tasse di ancoraggio per gli scali di transhipment avrebbero perso il carattere di estemporaneità per diventare strutturali e invece ad oggi non sappiamo se da luglio saranno ancora applicabili, mentre a gennaio le tasse portuali hanno subito gli aumenti noti e in attesa di un ulteriore rialzo per l’anno prossimo. Quindi il primo intervento per favorire il transhipment italiano dovrebbe riguardare proprio questo argomento. Poi si dovrebbe provvedere alla fiscalizzazione del 45% degli oneri sociali e all’applicazione della direttiva europea che consente l’abbattimento della tassazione sui carburanti dei mezzi di banchina, già vigente nei principali scali continentali”.

Da ultimo un suggerimento per così dire locale: “La Regione si è da tempo attivata per fare del retroporto di Gioia, già pienamente infrastrutturato, una ZES – Zona Economica Speciale, ma la pratica si è arenata al Ministero. Sbloccarla e consentire anche al porto di beneficiare di parte delle agevolazioni fiscali previste, ad esempio la summenzionata fiscalizzazione degli oneri sociali, significherebbe creare le condizioni per attrarre nuove imprese e sfruttare appieno il potenziale dello scalo”.

Andrea Moizo

ANTICRISI DAY

Quale le piacerebbe fosse la prima legge del “suo” Parlamento?
“La madre di tutte le emergenze in Italia è il lavoro. Va rilanciata la produzione. Bisogna intervenire sull’occupazione di giovani e donne. Delle donne poi mi piacerebbe fosse tutelata l’immagine. L’utilizzo attuale del corpo delle donne nella comunicazione non ha eguali nel mondo: dai vestiti allo yogurt alle auto, tutto in Italia è venduto sfruttando l’immagine femminile. Un’immagine che non ci rappresenta. Siamo ridotte a corpi, non persone che lavorano, pensano. Credo che questo sia un danno per il paese”.
Laura Boldrini, Presidente della Camera
Intervista su D, 27-04-2013
 Laura Boldrini, sicuramente per me la più bella sorpresa di questo nuovo parlamento, e non solo per ragioni estetiche.
 Ed ecco il “movimento“ di quarto potere, dignità del lavoro, dignità della donna.

Pelizza da Volpedo, Il Quarto Stato
E mi piace venirvi a trovare così, non fosse altro che per la ragione che abbiamo appena passato il 1° maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Dignità della politica? Per ora piuttosto un necessario gioco a catenaccio (nemico pubblico Grillo) con una buona dose di cosmesi, e staremo a vedere.

Dignità della politica


Questione ardua, questione in cui non possiamo nasconderci nella speranza infantile di rinascere nuovi sic et sempliciter.
Cosa farà la politica per la Distribuzione Auto? E quali modalità di relazione con la politica deve intraprendere la Distribuzione Auto? Con alcuni amici, sempre più negli ultimi tempi ci chiediamo, anche investigando il passato, se questa relazione imperfetta, tra auto e politica, non possa essere migliorata. Centralità d’impresa ma anche pragmatismo amministrativo. Questo tema potrebbe essere la ragione del nostro incontro 2013, un tema forte, condotto da mani autorevoli, con una sufficiente osservazione storica dei problemi. Vedremo se saremo capaci di mettere in piedi qualcosa di buono.


Insomma, lo voglio dire, confesso di faticare molto a tenere il passo in questo esercizio di relazione virtuale nella Community di Anticrisi Day, prima di tutto perché vorrei evitare il “festival delle banalità” delle cose già dette e soprattutto già vissute, poi perché mi sento dentro un frullatore di grandi cambiamenti, con scenari spesso inediti: Papa Francesco, conservatore e grande innovatore, e il Presidente Napolitano, continuista del Palazzo e dei suoi (necessari?) compromessi, che così, forse, si fa perdonare la sua carta d’identità comunista. E noi sempre lì, declinanti, mese dopo mese sempre più affannati, aziende pesanti, a perdere quota e smalto anche nelle roccaforti del passato, come ad esempio il service, fatichiamo a rimodellarci, se non ritornando ai fondamentali... così spesso chiamiamo la nostalgia di un passato che non ritornerà mai più. Il service, il post-vendita, non funziona più come prima, non è più, per lo meno per i marchi premium (per i generalisti era cosa diversa già da molto tempo) quella silenziosa e spesso dimenticata riserva di profitti. La confusione regna sovrana e, dopo aver parlato una vita di service come esperienza fidelizzante, unica autentica esperienza di “relazione“ tra distribuzione e cliente, ora che le vacche sono magre si pensa a come spennare di più il “pollo“ oppure si disperde ricchezza in una improbabile competizione con gli indipendenti, alla ricerca di una relazione infinita, infinitamente impossibile con il cliente. Ed anche i Service Manager debbono uscire, tirati per la giacca dai problemi e dalle loro proprietà, dalla loro zona di comfort. Da quando siamo nati, ci poniamo l’obiettivo di studiare e investigare il cambiamento nei servizi di post-vendita della filiera automobilistica.

Che sia giunto il momento di mettere a fuoco meglio la cosa? Ne ho parlato con alcuni key player e con sicuri opinion leader del settore, e tutti mi hanno confermato interesse e disponibilità. Per una possibile costituente del mestiere di

Service Manager


Anche qui abbiamo delle idee, ma se ne parla in giugno, troppa carne al fuoco in maggio. Innanzi a tutto, dal 14 al 16 maggio l’Automotive Dealer Day (ADD) che giunge alla sua 11° edizione, con il suo consueto, ricco calendario d’incontri e di workshop, irripetibile occasione di networking, espressione - e lo dico senza scherzare - della genialità che abbiamo in noi e unico format specializzato nel B2B della Distribuzione Ufficiale dell’auto in Europa. E anche se mi piacerebbe di più pensarlo quale spazio dei Dealer e documentazione della loro capacità di fare associazione, e anche se l’anno scorso accolse molto distrattamente le nostre idee e il nostro progetto, voglio qui, per un fatto di chiarezza e di onestà intellettuale, affermare che tutti, proprio tutti, nell’Automotive dobbiamo molto all’ADD, irripetibile incubatore di idee e realizzatore di opportunità di relazione, espressione di qualità in ogni suo momento, dalla raffinatezza della forma alla ricerca di trasversalità. E quest’anno di trasversalità ce n’è veramente molta, andate a vedervi il programma se non lo avete già fatto: http://www.dealerday.it/it/programma-2013.html

E poi dal 22 al 27 maggio ci sarà Autopromotec


 Quest’anno va così, due appuntamenti, uno dietro l’altro, senza nemmeno possibilità di fiatare. Autopromotec è un’altra best practice che in qualche modo ci appartiene, a tutti noi. Un settore che tira, continua a tirare anche a dispetto dei cinesi, 1200 espositori, forse anche più, prevalentemente PMI Italiane, equipment tecnico, reti, ricambi. Una voglia di fare di più, inventandosi un nuovo ruolo, come in

AutopromotecEDU che è partner di Anticrisi Day. Un grande sforzo, anche con referenze di altissimo profilo, con interessanti osservatori internazionali, per fare un programma di convegni di qualità e nonostante tutto molto “sul pezzo“. AutopromotecEDU… mi sento un po’ lo zio di questa cosa, che un pezzo per volta prende una sua forma, acquisisce dignità, sono passati quasi quattro anni da quella sera di fine maggio, faceva freddo quella sera, nella bella veranda, collina riminese, della casa di Riziero. E Renzo Servadei era pure in brache corte. Fatto sta, con un po’ di trebbiano in corpo, quella sera nacque AutopromotecEDU, che ancora non si chiamava così, ma che era l’idea di unire, in un posto dove si ragiona, le mille culture del post-vendita, perché, come si dice spesso, il cliente è uno solo, l’automobilista è uno solo.
Umberto Seletto

CAMPIONATI ITALIANO TANGO & FESTIVAL

Da Bari e Roma e vincitori della seconda edizione


Si è conclusa a Terracinala seconda edizione dei Campionati Italiani Tango & Festival che ha confermato altissimo il livello dei concorrenti e dei giurati, intervenuti direttamente dall’Argentina insieme all’incaricato del Ministerio de Cultura del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires Martin Frosio. A vincere l’ambito contest organizzato e prodotto da Barbara Cicero e che darà diritto alla partecipazione sia alle finali dei

Campionati Europei a Roma

sia alle semifinali dei

Campionati Mondiali a Buenos Aires

nella categoria Tango Salon, è stata la coppia di giovanissimi baresi formata da Michele Lobefaro ed Emanuela Benagiano; mentre vincitori nella categoria Tango Escenario sono stati i romani Giampiero Cantone e Francesca Del Buono. Al Teatro Traiano, che ha ospitato gruppi di tangheri appassionati provenienti da tutte le regioni d’Italia, lo spettacolo della finale è stato arricchito dalla partecipazione dello straordinario Duo Fuertes Varnerin, doppia voce e doppia chitarra e dalle spettacolari esibizioni dei Campioni Mondiali 2012 di Tango Escenario Cristian Sosa e Maria Noel Sciuto e di Gaspar Godoy e Carla Mazzolini, prestigiosi giurati insieme a Lorena Ermocida e Pancho Martinez Pey, Vanesa Villalba e Facundo Piñero. A selezionare le musiche di scena per le 2 ronde dedicate al Salon era il musicalizador Alfredo Petruzzelli, che ha accompagnato alla consolle anche le bellissime modelle in sfilata per presentare le ultime creazioni del famoso stilista argentino di tango Walter Javier Delgado.

 I cinque giorni di Campionato, che hanno ospitato anche lezioni, workshop, milongas e particolarissime performance dell’artista e pittore di fama internazionale Jorge Muscia, “Fileteador del Tango”, hanno tuttavia visto gli organizzatori scontrarsi con continue problematiche tecniche dettate dallo scarso interesse delle Istituzioni locali, a scapito degli incentivi turistico-culturali che hanno registrato nella cittadina del litorale pontino una cospicua affluenza degli appassionati del genere. Terracina si è dimostrata in tale ambito una location inappropriata per ospitare l’ambita manifestazione, tanto da obbligare i responsabili artistici dei Campionati a cambiare sede per l’edizione 2014.

Il prossimo ambito appuntamento col tango sarà invece quello dei Campionati Europei che si svolgeranno a Roma al Circolo Arca dal 2 al 7 luglio.

Lello Esposito - PORTASANGENNARO


Napoli, 15 maggio-5 giugno 2013

PORTASANGENNARO: un fil rouge tra arte e religione, creatività e innovazione.

Lello Esposito

espone al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo le sue più note opere e le nuove installazioni ispirate a San Gennaro simbolo senza tempo di contemporaneità. Sculture in vetroresina, bronzo e alluminio stupiranno cittadini e turisti con i loro volumi imponenti e inconsuete installazioni nella hall dell’albergo che diventa così, ancora una volta, uno spazio-museo aperto alla città.
Nei percorsi del

Maggio dei Monumenti


Lello Esposito sceglie l’insolita agorà del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo per svelare l’opera inedita Portasangennaro, che dà il titolo all’esposizione e che sarà presentata da

Jean-Noël Schifano


nella serata inaugurale del 14 maggio.
Tra finger food e bollicine spazio anche alla degustazione del gelato “Miracle” realizzato dal maestro artigiano Giuseppe Mellone.

GUSTOCORTINA

Una vetrina per le eccellenze del turismo enogastronomico



Appuntamento il 16 e 17 giugno 2013 a Cortina
Due giorni densi di appuntamenti di altissimo livello per la seconda edizione di GUSTOCORTINA, evento promosso da Golden Moon e Hotel de la Poste. Nelle giornate di domenica 16 e lunedi 17 giugno Cortina d’Ampezzo si trasformerà in una vetrina internazionale delle migliori espressioni dell'enoturismo e dell'enogastronomia italiana dedicata a tour operator, buyer internazionali e a numerosi operatori del settore oltre che alla stampa nazionale ed internazionale specializzata.
L’evento coinvolgerà più di un centinaio di selezionati produttori wine & food e imprenditori del settore turistico. Grande attenzione è rivolta ai mercati esteri, in primis la Russia, confermata dalla partecipazione di Sabina Zanardi Landi, consorte dell’ambasciatore italiano a Mosca Antonio Zanardi Landi, a sottolineare il manifestato interesse con il quale la Russia guarda alle eccellenze italiane e alle meraviglie del Belpaese. Già accreditati numerosi buyer anche da Cina, Giappone, Stati Uniti, Corea, Brasile, Regno Unito, Lettonia, Francia.

Tra le 4 sezioni presenti (Wine, Food, Travel e Winery) la sezione Travel è volta a valorizzare le realtà territoriali che rappresentano l’eccellenza del turismo enogastronomico italiano, facendole incontrare con importanti tour operator internazionali e giornalisti specializzati di autorevoli testate del settore in un apposito spazio all’interno della vetrina e con approfondimenti specifici nell’ambito dei convegni. Le iscrizioni sono ancora aperte a tutte le aziende interessate a presentare i propri prodotti o le proprie realtà turistiche con l’allestimento di un desk dedicato.

Di particolare interesse sarà la tavola rotonda

L’Italia un Paese da GUSTARE


alla quale interverranno, oltre alle aziende iscritte alla kermesse, docenti universitari esperti di turismo quali la Professoressa Mara Manente, direttrice del Master in Economia e Gestione del Turismo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e la Professoressa Christine Mauracher, esperta di valorizzazione delle risorse agroalimentari a fini turistici.

Per promuovere il territorio in relazione al suo patrimonio artistico e architettonico Golden Moon, in occasione di GUSTOCORTINA, istituisce la prima edizione del Premio di Architettura

LA CANTINA DI PROMETEO


Spazio del Lavoro e Processi di Vinificazione, che in due diverse sezioni intende premiare i progetti più innovativi e meglio integrati con il territorio e la realtà più interessante dal punto di vista paesaggistico. La giuria del premio è presieduta dal Professor Paolo Portoghesi.

La manifestazione, che prevede esclusive degustazioni, incontri e convegni distribuiti in rinomate location quali l’Hotel de la Poste, l’Hotel Ancora, l’Hotel Europa, la Sala Cultura Don Pietro Averà e il Museo de Ra Regoles, sarà inaugurata  la sera di sabato 15 giugno con un esclusivo Opening Party al ristorante Vip Club di Cortina.

Il taglio del nastro è previsto alle ore 10 di domenica 16 giugno alla presenza delle autorità: sarà così dato il via alle degustazioni dei vini e dei prodotti  agroalimentari esposti nelle eleganti sale dell’Hotel de la Poste (aperte dalle 10 alle 18) nonché al ricco programma di convegni e degustazioni guidate. Nel frattempo nel Terrazzo Viennese dell’Hotel Ancora prenderanno il via le degustazioni guidate. I convegni inizieranno a partire dalle 10.30 alla sala Cultura Don Pietro Alverà. Alle 20.30 aperitivo con

Sciabolata


e poi Open House Gala in selezionate case private di Cortina che ospitano le creazioni degli chef ampezzani con i prodotti enogastronomici protagonisti della kermesse. I raffinati buffet saranno curati dalla food-designer Rosita Dorigo e accompagnati dai musicisti dell’Accademia Dino Ciani. La serata proseguirà al Vip Club.
Lunedi 17 giugno l’intera giornata sarà di nuovo dedicata alle eccellenze dell’enogastronomia e dell’enoturismo italiano, dalle 10 alle 18, nelle sale dell'Hotel de la Poste, con le degustazioni guidate e i convegni in programma. L’evento culminerà alle ore 18 con le premiazioni delle tre sezioni “Wine”, “Food” e “Travel” e con l’assegnazione del Premio di Architettura “La Cantina di Prometeo”. A conclusione della manifestazione il Closing Party con Francesco Armanini che festeggerà il 50° anniversario della sua azienda specializzata in esclusivi prodotti ittici con uno straordinario cooking show curato dallo chef Gianfranco Faustini all’Hotel de la Poste.

lunedì 6 maggio 2013

Piccolo, ma con i muscoli di ferro.


Si può così definire il sistema delle Banche di credito cooperativo in Italia che, in accordo con il principio di vicinanza che fa parte del modello di servizio alla clientela, negli ultimi anni ha ampliato la presenza sul territorio nazionale, attestandosi nel 2012 a 394 unità, 4.448 sportelli, pari al 13,6% del sistema bancario complessivo. Alla stessa data le Bcc rappresentano ancora l’unica presenza bancaria in 551 comuni, mentre in altri 549 competono con un solo concorrente. In Campania sono appena 20 le banche di credito cooperativo per 136 sportelli (la maggiore presenza in Trentino e Lombardia, rispettivamente con 47 e 43 Bcc), presenti soprattutto nel salernitano, ma in crescita costante. Il perché lo spiega Amedeo Manzo, presidente della Bcc di Napoli:
“In un quadro congiunturale particolarmente negativo, le Bcc hanno continuato a sostenere i propri soci e la clientela, composta soprattutto da piccole imprese e famiglie, target elettivo di riferimento. E’ il nostro modello di lavoro, molto vicino al territorio. Sia per il proprio orientamento sociale, sia per la scelta di costruire il bene comune. Un’azione che si fonda sulla cultura d’impresa e l’identità propria del credito cooperativo, la doppia anima con la quale operiamo”.

Ovvero?

“Le Bcc svolgono la funzione di intermediari creditizi, con la fondamentale attività di raccolta del risparmio e di finanziamento e, nello stesso tempo, di imprese a responsabilità sociale. E, soprattutto in un periodo di cambiamento delle regole del gioco, con internet che sta creando nuovi e potenti competitor, il mutualismo assume un ruolo significativo. Nel mutualismo si sperimenta infatti il valore aggiunto, la ricchezza, la forza dell’unione. E, ancora, si sperimentano coraggio e capacità di scelta. E’ questa la risposta che ci sentiamo di proporre al senso di smarrimento così diffuso che oggi pervade la società, non solo quella italiana”.

Qual è il risultato delle attività di impiego a livello nazionale?

“Gli impieghi risultavano a fine anno ad oltre 152 miliardi di euro, con una quota di mercato pari al 7,8%. E per quanto concerne la dotazione patrimoniale, si stima che a fine 2012 l’aggregato capitale e riserve superi i 19,7 miliardi”.

Anche per la Bcc di Napoli, che ha appena iniziato il quarto anno di vita, i risultati sono positivi?

“La raccolta totale dalla clientela è stata di 71,5 milioni di euro: 60 milioni da quella diretta, 11,5 da quella indiretta. L’aumento, a due cifre, è del 20%. Non è poco in un periodo di crisi economica. In crescita anche gli impieghi che, a fine dicembre scorso hanno raggiunto quota 28,8 milioni, e l’utile che ha toccato 1,06 milioni di euro al netto delle imposte, registrando, rispetto al precedente esercizio un incremento del 488%”.

Anche i soci sono in aumento?

“Certo, ne abbiamo acquisito in un anno 120 per un totale di 3.284. Un numero che ci ha consentito di aumentare il capitale sociale che è superiore a 8 milioni. L’incremento è la testimonianza più evidente della fiducia che siamo riusciti a trasmettere; una fiducia che punta a far rinascere la speranza rimanendo attaccati al territorio e a costruire un rapporto stretto con i cittadini”.

Quale sarà l’evoluzione della gestione?

“Il percorso non si discosterà dall’attuale. L’erogazione del credito sarà attenta senza venire meno all’impegno di garantire il sostegno ai soci, la crescita degli impieghi continuerà ad essere prudente, la politica della raccolta diretta sarà funzionale al fabbisogno di liquidità aziendale, infine, si proseguirà nel significativo incremento della base sociale attiva, su cui si fondano principalmente le potenzialità di sviluppo. Il rafforzamento della dotazione patrimoniale costituirà l’elemento cardine su cui impostare le possibilità di sviluppo operativo nel medio e lungo termine”.
Eduardo Cagnazzi

Primo Scalo di Costa Atlantic a Singapore

Con il doppio posizionamento di Costa Atlantica e Costa Victoria, nel 2013 Costa offrirà una capacità totale di circa 220.000 Ospiti in Asia, che diventa così il terzo mercato per la compagnia italiana. In occasione dello scalo inaugurale, Costa Atlantica ha ospitato un ricevimento e una cena per l’apertura ufficiale degli uffici Carnival Asia di Singapore.

Con 85.700 tonnellate di stazza e 2.680 Ospiti totali, Costa Atlantica, una straordinaria nave dedicata al cinema e alle arti italiane, comincerà a operare con Costa Victoria, che con le sue 75.200 tonnellate di stazza e 2.394 Ospiti totali,  offre già crociere in quell’area. Grazie a questo doppio posizionamento, nel 2013 Costa offrirà in Asia 125 crociere, con una capacità totale di circa 220.000 Ospiti.

“Dal 2006, quando Costa Crociere ha iniziato a proporre crociere in Asia, abbiamo ulteriormente rafforzato e personalizzato il nostro prodotto sulla base delle esigenze e dei desideri della nostra clientela locale – commenta Gianni Onorato, Direttore Generale di Costa Crociere S.p.A. – I risultati soddisfacenti ottenuti sinora ci hanno incoraggiato a incrementare ancora la nostra presenza in questa regione. Con il doppio posizionamento di Costa Atlantica e Costa Victoria, l’Asia diventa, in termini di capacità,  il terzo mercato per il brand Costa”.

In occasione dello scalo inaugurale a Singapore, Costa Atlantica ha ospitato a bordo un ricevimento e una cena per l’apertura ufficiale a Singapore degli uffici regionali della Carnival Corporation & plc. L’ufficio di Singapore ospita la nuova unità Carnival Asia che è stata creata per supervisionare l’espansione della corporation nella regione. Presidente e Amministratore Delegato di questa nuova unità è Pier Luigi Foschi, Presidente di Costa Crociere S.p.A. All’evento su Costa Atlantica hanno partecipato oltre 200 ospiti, tra cui funzionari governativi di Singapore, importanti personalità locali, VIP ed esperti rappresentanti del settore turistico.

Da maggio a giugno 2013 Costa Atlantica offrirà itinerari in partenza da Singapore di 3 e 4 giorni diretti in Malesia e Thailandia; a giugno partirà da Keelung (Taiwan) per due crociere di 5 giorni verso Giappone e Corea del Sud; da luglio, fino alla fine dell’anno, partirà da Shangai per offrire crociere di 4 e 5 giorni verso alcune tra le più belle destinazioni di Giappone e Corea del Sud, come Fukuoka, Cheju, Kagoshima, Kobe, Pusan e Incheon. 

Costa Victoria e Costa Atlantica offriranno un prodotto unico ed esclusivo per il mercato asiatico, all’insegna del concetto “Italy at Sea” (Italia sul mare), caratterizzato da ospitalità, design, shopping, opere d’arte e gastronomia dal tipico stile italiano.

Il design degli interni di Costa Atlantica è un tributo al cinema e all’arte italiane: Fellini e La Dolce Vita, Madame Butterfly, lo storico Caffè Florian di Venezia, Via della Spiga  e il Ristorante Tiziano dall’atmosfera ottocentesca. La maggior parte – 58 suite e 660 cabine – delle 1.057 cabine totali sono dotate di balcone privato. Una Spa, 4 Jacuzzi, 4 piscine, un teatro, una discoteca e un’area dedicata ai bambini intratterranno gli Ospiti tra un’escursione e l’altra. Berlitz, la guida sulle crociere più autorevole al mondo, ha insignito Costa Atlantica di un alto punteggio per i suoi alloggi, per il cibo offerto e per la nave stessa.

Ortofrutta, come superare la crisi

La Cia rilancia la sua proposta: organizzazione di filiera e aggregazione di prodotto

 
Giuseppe Politi

A Napoli, con il presidente nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori Giuseppe Politi, un forum dove sono stati affrontati i principali problemi del settore. Ancora troppa frammentazione e scarso potere contrattuale dei produttori. Le conseguenze delle crisi di mercato e della concorrenza estera.

Organizzazione delle filiere e aggregazione di prodotto come leve fondamentali per il rilancio dell’ortofrutta italiana. Questa è la prospettiva del forum della Cia-Confederazione italiana agricoltori tenutosi a Napoli, durante il quale sono state analizzate e discusse le varie criticità attraversate da un settore per cui vantiamo il primato produttivo europeo, focalizzandosi su due comparti specifici: il pomodoro da industria e la frutta in guscio.

“L’ortofrutta italiana - è stato ricordato nel corso del forum di Napoli - è un settore che vale 14 miliardi di euro l’anno e che attualmente rappresenta un terzo della Produzione lorda vendibile (Plv) agricola del nostro Paese. Eppure, nonostante le cifre da primato, si tratta di un comparto che è, purtroppo, fermo rispetto alla produzione mondiale, cresciuta del 24 per cento negli ultimi dieci anni. E la chiave per una decisa inversione di rotta sta proprio nel miglioramento dell’organizzazione della filiera ortofrutticola, agendo da una parte a livello comunitario, favorendo una riforma normativa che possa rispondere alle esigenze del settore, e dall’altra operando sul territorio per valorizzare, rafforzare ed eventualmente creare, quelle Organizzazioni dei produttori che applicano misure di sistema e valorizzano la commercializzazione dei prodotti dei propri soci”.

Insomma, Organizzazioni che guardano realmente al mercato.

“Oggi -  è stato detto nel corso del forum Cia - la produzione ortofrutticola italiana si estende su 880 mila ettari e coinvolge circa 460 mila imprese agricole. Solo il 30 per cento, però, ha dimensioni superiori a 5 ettari, pur detenendo il 73 per cento della superficie complessiva dedicata a queste produzioni. Una situazione che va necessariamente superata, anche perché la quota di ortofrutta organizzata rappresenta appena il 35 per cento del totale. E questo nonostante l’Ocm (Organizzazioni Comuni dei Mercati agricoli) preveda aiuti incentrati sulla costituzione e gestione delle organizzazioni dei produttori. Il problema organizzativo, quindi rappresenta uno dei nodi principali da sciogliere. Ci sono questioni strutturali, sociali ed economici che, legate anche a comportamenti anacronistici, non fanno decollare l’aggregazione dell’offerta”.

Non solo. Il settore soffre da tempo di ricorrenti crisi di mercato. Negli ultimi 4-5 anni l’ortofrutta “made in Italy” è stata investita da pesanti fasi critiche, dovute essenzialmente ad una estrema volatilità dei prezzi all’origine e allo scarso potere contrattuale dei produttori ortofrutticoli, alla forte concorrenza da parte del prodotto estero, spesso movimentato da dinamiche di puro stampo speculativo. A questo si aggiunge il calo dei consumi, provocato dalla difficile congiuntura economica del Paese. E così il quadro generale del settore diventa sempre più complesso e i riflessi per le imprese risultato gravemente negativi, soprattutto sul fronte dei redditi.
Parlando del negoziato in corso a Bruxelles (i cosiddetti “triloghi”) sulla Politica agricola comune, nel forum è stata evidenziata l’esigenza che la discussione sulla riforma consenta uno sviluppo delle Organizzazioni dei produttori, rendendo più coeso e valido l’attuale quadro normativo, e migliori la futura Ocm ortofrutta, tenendo conto delle esigenze degli imprenditori.

E’ chiaro, dunque, che per poter recuperare competitività e garantire reddito ai produttori, bisogna puntare all’aggregazione. La costituzione di Organizzazioni di produttori, in grado di aggregare il prodotto, pianificare strategie competitive e sviluppare efficaci relazioni interprofessionali, resta - è stato rilevato al forum - l’aspetto prioritario e il principale impegno politico e professionale della Cia, anche con il supporto del coordinamento Agrinsieme, proprio con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori nell’aggregazione dell’offerta, consentire una maggiore competitività sul mercato e favorire tutte le relazioni di filiera.

venerdì 3 maggio 2013

Dichiarazioni di Luigi Merlo presidente dell’Associazione Autorità Portuali Italiane

“Il mondo portuale e dell’economia marittima ripone molte aspettative in questo governo - ha sottolineato il Presidente di Assoporti Luigi Merlo -  Mi auguro vivamente che al Vice Ministro Vincenzo De Luca, sindaco di una città portuale, venga anche attribuita la delega specifica al nostro settore. E’ indispensabile avere un interlocutore dedicato e pronto sin da subito ad un confronto di merito. Confido molto inoltre sull’attenzione che il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha sempre dedicato al settore affinché per quel che riguarda le tematiche principali possa esservi un suo diretto interessamento. Conto di parlargliene direttamente quanto prima per proporgli tra l’altro l’istituzione a Palazzo Chigi di una cabina di regia tra Ministero Infrastrutture, Ministero dell’Economia e Ministero Pubblica Amministrazione per arrivare ad uno snellimento delle procedure, ad una semplificazione dei controlli delle merci e al superamento dei veti incrociati tra i diversi dicasteri che negli anni passati hanno determinato enormi danni alla portualità, allo shipping e alla nautica. Nel contempo - conclude Merlo - mi auguro che con la costituzione prevista per la settimana prossima delle Commissioni Parlamentari possa ripartire subito il confronto su una nuova legge di riforma del settore che faccia tabula rasa dei vecchi disegni di legge e che sia orientata all’Europa e al mercato, liberando il settore da una burocrazia sterile e soffocante che da anni ostacola una enorme potenzialità di crescita”.