martedì 9 luglio 2013

Feelmemory.com: pronti per un ritratto di famiglia 2.0?


Può un sito/social network offrire l’opportunità di costruire una memoria condivisa ed essere strumento di recupero delle proprie radici familiari?

Sembra un paradosso, ma proprio Internet sconfinato universo di informazioni e contenuti, in realtà, si sta rilevando sempre di più uno strumento in grado di custodire la memoria storica di una società e non solo; secondo uno studio IMR Ricerche il 33% degli utenti si collega alla rete anche per ricercare le proprie radici familiari e ricongiungersi virtualmente alla propria famiglia di origine, un fenomeno che si sta diffondendo soprattutto tra gli emigrati all’estero, cresce, infatti, la necessità di recuperare il passato e le relazioni sociali interrotte.
“Ciascuno di noi sa poco dei nostri nonni e pochissimo dei nostri bisnonni e anche la nostra storia rischia di andare perduta” 
spiega Fabio Lupi, ideatore di Feelmemory®, il sito che permette di custodire i ricordi e la storia di persone care scomparse, attraverso immagini, filmati e racconti.
“Nel nostro sito quando due persone si connettono come parenti, i loro due Family Feel (albero genealogico) si uniscono. Il Family Feel è un albero genealogico che cresce automaticamente all’infinito: quando qualcuno presente nel tuo Family Feel si connette con altri come parente, tutti i nuovi profili entrano nel tuo Family Feel permettendoti di scoprire di avere collegamenti anche lontani. Con FeelMemory la storia di ciascuna persona e anche la nostra, potrà essere custodita per sempre”.

Prosegue il piano di sviluppo del Gruppo Messina


Ultimata la prima fase del piano da oltre 500 milioni di dollari per lo sviluppo e l’ammodernamento della flotta di proprietà, con l’entrata in servizio della "Jolly Quarzo" ad inizio 2013 (ultima delle quattro navi battenti bandiera italiana con una capacità di 3900 teu, 6350 metri lineari di carico rotabile, costruite nel cantiere coreano Daewoo), il Gruppo armatoriale Messina di Genova ha ufficialmente dato il via alla seconda fase di investimenti in nuove navi: si è infatti svolta presso il cantiere Jinhae, della Società STX, la cerimonia di taglio della lamiera della prima di una nuova serie di navi che saranno costruite in Korea.

Si tratta della “Jolly Titanio”, destinata a entrare in servizio, così come le tre gemelle che la seguiranno, entro la fine del 2014.

Le navi in costruzione presso STX sono lunghe 240 metri e larghe 37,50, sviluppano una velocità a pieno carico di 21,5 nodi. Dispongono inoltre di grande flessibilità operativa, in particolare di un pescaggio massimo di 11,50 metri con una portata di 45.200 tonnellate che consente lo scalo anche in quei porti africani (accreditati di forte sviluppo potenziale e sul quale l'azienda genovese si sta sempre più posizionando) che per i bassi fondali e le infrastrutture di terra inadeguate non possono ricevere le grandi navi portacontainers.

Un’asta unica per Deiulemar


L’attività dry bulk di Deiulemar Shipping, la costola del gruppo armatoriale di Torre del Greco investita dal crack della Deiulemar Compagnia di Navigazione, potrebbe presto essere messa in vendita all’asta come ramo d’azienda.

La curatela fallimentare della società (composta dal dottor Giovanni Alari e dall’avvocato Maurizio Orlando), infatti, sta valutando questa strada in alternativa alla cessione asset per asset (fra cui le 12 navi della flotta) con differenti procedure a evidenza pubblica e chiederà al giudice fallimentare del Tribunale di Torre Annunziata e al comitato dei creditori di valutare tale ipotesi.

Per surrogarlo i curatori hanno incaricato il professor Mauro Bini, docente di economia aziendale all’Università Bocconi di Milano, di redigere una dettagliata perizia per dare un valore all’intera società attiva nel trasporto marittimo di rinfuse secche.

Nel pacchetto sono ricompresi i rapporti di lavoro dipendente (una ventina di addetti, mentre i marittimi hanno una contrattualistica particolare, che si estinguerebbe per lo più col passaggio di proprietà) e la flotta, mentre naturalmente sono escluse le passività finanziarie (oltre 500 milioni di euro di debiti) e quelle potenziali nonché le due navi gasiere Eleonora Lembo e Margherita Iuliano (per le quali due aste sono già andate a vuoto). Il prezzo individuato dal docente bocconiano al termine di un approfondito report di oltre 300 pagine, arricchito dal contributo di diversi broker navali internazionali, è in realtà un range che varia fra gli 81 e i 90 milioni di euro.

Infine, quanto alle due summenzionate gasiere, da tempo poste in vendita e non inserite nel ramo d’azienda dry bulk di Deiulemar Shipping, dopo due aste pubbliche andate deserte, finiranno nuovamente all’incanto il 18 luglio, con un prezzo minimo ribassato a 9,8 milioni di dollari. Secondo alcuni rumor di mercato, infatti, avrebbero già messo gli occhi sull’affare sia armatori italiani (Marnavi, Synergas e Mediterranea di Navigazione) che stranieri e ci sono dunque buone possibilità che questa volta si arrivi a un’aggiudicazione definitiva.

Andrea Moizo

Federchimica presenta il nuovo SET (Servizio Emergenze Trasporti)

Chimica, settore sostenibile anche nella logistica: Federchimica - Federazione nazionale dell'industria chimica - lancia oggi il nuovo SET, Servizio Emergenze Trasporti, il programma volontario che impegna le imprese aderenti a supportare le Pubbliche Autorità, in particolare i Vigili del Fuoco, nella gestione di incidenti o emergenze in cui siano coinvolti prodotti chimici. SET è stato presentato nell'ambito della 10a Conferenza Logistica promossa da Federchimica, e Certiquality, Istituto di certificazione della qualità.

 SET è nato nel 1998 grazie all'accordo di collaborazione tra Federchimica e Ministero dell'Interno (Dip. Protezione Civile e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco) e fa parte della rete ICE, il programma europeo per la gestione delle emergenze nei trasporti di prodotti chimici. Dapprima utilizzato come servizio di supporto alle segnalazioni dei Vigili del Fuoco, oggi SET è un centro operativo di eccellenza per la gestione delle emergenze e del rischio chimico in generale, rivolto anche a tutte le componenti del sistema, pubblico e privato, che interagiscono nella prevenzione del rischio dei prodotti chimici (Guardia costiera, Polizia stradale, Protezione civile, Operatori del settore logistico, etc.).

Il Servizio è attivo 24 ore su 24 ogni giorno dell'anno su tutto il territorio nazionale, non solo per trasporto ferroviario e su gomma, ma anche marittimo grazie a REMPEC (il Centro di gestione emergenze da inquinamento in mare, con sede a Malta). SET si attiva chiamando il numero di emergenza nazionale, gratuito per le Autorità Pubbliche; il Centro di Risposta Nazionale valuta poi il tipo di intervento necessario.
“SET è uno strumento unico, tempestivo e capillare: il sistema ideale per supportare le Autorità preposte alle Emergenze, in primis i Vigili del Fuoco - sul luogo dell'incidente in tempi brevi, scongiurando complicazioni o risolvendo il problema alla base; e anche nella prevenzione, grazie alla Banca dati sugli incidenti che il SET mette a disposizione dei soggetti interessati. Anche così le imprese chimiche dimostrano di saper fornire soluzioni sempre più efficaci per migliorare ogni aspetto connesso alla sicurezza di tutto il ciclo di vita dei propri prodotti” ha dichiarato Erwin Rauhe, Vice Presidente di Federchimica.

Elite porta le Pmi alla quotazione in Borsa

Un amaro Fernet per bere la crisi ed entrare in Borsa. Ci sono anche le Distillerie Branca, l’azienda milanese pioniera nella creazione dell’amaro di erbe e radici provenienti da tutto il mondo, tra le 37 nuove società del progetto Elite che si vanno ad aggiungere alle 63 che già si stanno incamminando per giungere nel giro di qualche anno alla quotazione a Piazza Affari.

 Sono aziende che fanno parte di diversi settori, dall’alimentare alla chimica, dall’ingegneria industriale alle telecomunicazioni, dall’elettronica alla moda. Il programma, promosso in collaborazione con il ministero dell’economia e delle Finanze, Confindustria, Abi, Università Bocconi e Academy del London Stock Exchange Group, è finalizzato a sostenere le piccole e medie imprese nella loro crescita fino alla quotazione, purché abbiano un fatturato minimo di 10 milioni di euro, un margine operativo superiore al 5%, una struttura aziendale attraente agli investimenti ed un progetto di crescita credibile, in modo da avere più facile accesso al mercato dei capitali.
“Le piccole e  medie imprese - afferma Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana - rappresentano una risorsa fondamentale per la nostra economia. Contribuiscono all’innovazione, alla creazione di occupazione, investono nel territorio, rendono il Paese dinamico e competitivo. Da questa considerazione nasce Elite che, attraverso un percorso mirato e innovativo, rappresenta uno strumento per valorizzare le potenzialità delle imprese, creando nuove opportunità di business e mettendo a sistema istituzioni, partner market di Borsa Italiana ed investitori”.
Un percorso intrapreso dalle aziende con un significativo obiettivo di crescita, come sostiene Vittorio Benedetti, responsabile CentroSud di Borsa Italiana:
“E’ il percorso che offre alle imprese strumenti in grado di sviluppare i loro progetti affrontando tutti i cambiamenti che ogni giorno si verificano nel loro settore, accrescendo la loro visibilità ed efficienza attraverso un programma di crescita e di internazionalizzazione, fino al reperimento delle risorse finanziarie, coinvolgendo in questo processo investitori istituzionali, private equity, banche ed aziende già quotate. E’ un progetto pensato da quando Borsa Italiana si è integrata con quella inglese, creato e sviluppato per ridurre il gap tra le aziende quotate e no”.
Eduardo Cagnazzi

DECORTICA: una carezza per l’ambiente

 Si svolge ogni anno nei mesi di maggio, giugno e luglio nelle sugherete del Mediterraneo (Portogallo e Spagna in primis, ma anche Nord Africa e Sardegna) ed è il processo di estrazione di materia prima più delicato e rispettoso della natura che possa esistere al mondo. La decortica, ovvero, la separazione dal tronco della quercia da sughero della sua corteccia, è un processo che non arreca alcun danno alla pianta, anzi la rigenera. Finalizzato alla produzione di chiusure per vino, ma non solo, può essere paragonato, ad esempio, alla tosatura di una pecora.

 “E’ un processo – spiega Carlos Santos, a.d. Amorim Cork Italia, azienda leader nel mercato del sughero – prezioso, che sta alla base dell’intera industria del sughero e non solo della produzione di tappi per l’enologia, ed è anche una importantissima risorsa per l’ambiente perché è proprio grazie a questa attività che le foreste da sughero del Mediterraneo vengono salvaguardate e possono così contribuire ad arrestare la desertificazione dell’ambiente, oltre che a dare lavoro alle popolazioni locali”. 

Per fare un tappo occorrono 43 anni minimo. Il processo della decortica avviene solo in questo periodo dell’anno: è infatti con l’inizio dell’estate che la linfa si posiziona tra il fusto della pianta e la sua corteccia ed è quindi possibile togliere quest’ultima agevolmente.

Elogio dell’attesa paziente e del rispetto dei ritmi naturali, dalla semina alla prima decortica trascorrono 25 anni. Ma il primo sughero non è adatto alla produzione di tappi: è “sughero vergine” e può essere utilizzato solo per la realizzazione di articoli decorativi e prodotti granulati.

Dovranno trascorrere altri 9 anni prima della seconda decortica e ancora altri 9 prima che dalla corteccia si possano realizzare tappi in sughero: 43 anni minimo in tutto. E’ solo allora che il sughero raggiunge una stabilità strutturale tale da garantire le proprietà necessarie all’imbottigliamento. Con un ritmo di una decortica ogni 9 anni la stessa pianta può subire questo processo per oltre 200 anni.

Autotrasporto, aumentano truffe e abusivismi


Sul mercato rimangono ogni giorno operatori che truffano e nonostante ciò operano indisturbati. E' il caso segnalato dall'avvocato Stefania Ghidoni, del Legal network di CNA-Fita, che ha seguito da vicino le denunce di furti di carichi interi in Emilia Romagna verificatisi nei mesi scorsi.

 I Carabinieri, dopo lunghe indagini a Modena, Reggio Emilia e in Romagna, hanno identificato l'impresa con sede centrale a Napoli (e una periferica a Reggio Emilia) contestando i furti al legale rappresentante dell’impresa che avrebbe ammesso tutto configurando in questo modo il reato di appropriazione indebita.

Nonostante tutto ciò però, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, nei tempi che purtroppo ben conosciamo, l'impresa continua ad operare con il rischio concreto di reiterare le truffe. La CNA-Fita ritiene urgente modificare la normativa vigente affinché vengano predisposti strumenti efficaci per sospendere dall’Albo simili operatori.
“In simili circostanze - ha dichiarato Cinzia Franchini, presidente nazionale -  è evidente quanto e come il ruolo dell'Albo dell'Autotrasporto debba essere rivoluzionato affinché possa fungere da vero e proprio strumento di autotutela da parte di committenti e autotrasportatori che possono imbattersi in truffe e abusivismi conclamati. Se non è possibile in punta di diritto espellere tempestivamente operatori di questo tipo è necessario comunque poter migliorare l'accesso a determinate informazioni attraverso segnalazioni e sospensioni. La correttezza e la legalità sono oggi presupposti essenziali per preservare la qualità e lo sviluppo futuro del mercato”.

Scorpio e Augustea, crescono gli armatori italiani all’estero


Nelle scorse settimane si sono registrate alcune operazioni ‘in entrata’ per alcuni armatori italiani. La joint venture maltese Augustea Bunge Maritime ha acquisito infatti Mineral Sines, una bulk carrier capesize da 172.000 tonnellate di portata del 2002. Acquisto e prezzo (circa 20 milioni di dollari) sono stati confermati direttamente dall’amministratore delegato di Augustea, Raffaele Zagari.

Pochi giorni prima Augustea Atlantica aveva ceduto la bulk carrier Apostolos, l’unità più piccola e anziana della flotta (70.000 tonnellate di portata, costruita nel 1995 dal cantiere Sumitomo, acquistata nel 2004 per 15 milioni di dollari da Augustea). Il prezzo di vendita contrattato con una società acquirente cinese dovrebbe essere di poco superiore a 7 milioni di dollari.

 Nel frattempo il sempre attivissimo Emanuele Lauro, armatore italiano di passaporto sebbene la sua Scorpio Tankers alligni fra Montecarlo e New York, si è distinto per due importanti operazioni di diversificazione. Scorpio Bulkers, la nuova creatura dedicata al mercato dry bulk, ha annunciato di aver raccolto 250 milioni di dollari attraverso un’operazione di collocamento privato con la quale 31.250.000 azioni ordinarie del valore nominale di 0,01 dollari sono state sottoscritte al prezzo di 8 dollari l’una.

Le azioni sono state registrate nel listino di Oslo NOTC (Norwegian Securities Dealers Association) e, dal 3 luglio, collocate in Borsa sotto il ticker “SALT”, per poi passare “entro 6-12 mesi” sul listino del New York Stock Exchange. La società ha comunicato che utilizzerà tali fondi per finanziare la costruzione di bulk carrier (20 navi), concludere contratti di charter e per “generici scopi aziendali”. 
 Andrea Moizo

lunedì 8 luglio 2013

Turismo e pari opportunità: un settore al femminile?

Alfredo Zini
L'occupazione femminile non è certo il fiore all'occhiello del nostro Paese: in calo in tutta Italia, seppure con significative differenza tra Nord e Sud, inferiore a quella maschile e con redditi e “posizioni” generalmente più bassi. Eppure sul lavoro delle donne si può puntare come acceleratore dell'anelata ripresa economica, soprattutto se tutelato e promosso con interventi concreti in abbinamento a quelli  in vigore dal 28 giugno atti a rilanciare l'occupazione giovanile con finanziamenti, sgravi fiscali ed incentivi, anche in vista di Expo 2015.

In assoluta controtendenza il Turismo, l'unico settore dove le donne trovano maggiore spazio, che sembra tra i più promettenti anche per il futuro e che può pertanto rappresentare un punto di partenza per un esame attento sulla discriminazione di genere nel mondo del lavoro.

In tale ottica si inquadra il primo Osservatorio Permanente per le Pari Opportunità presentato a Roma da Ebnt, l'Ente Bilaterale Nazionale del Turismo.
Questa iniziativa - afferma il presidente Ebnt Alfredo Zinideve essere considerata un cantiere aperto in cui coinvolgere anche altre categorie. Il ruolo del Turismo va riposizionato nel piano programmatico per il rilancio dell'economia, affidando alle donne cariche ed incarichi più qualificati per evitare quello schiacciamento delle carriere che emerge dalla ricerca.
Secondo l'Osservatorio, la componente lavorativa femminile nel Turismo è del 60%, anche se con importanti differenze - circa il 20% - tra Nord e Sud. Positivo anche il fronte della contrattualizzazione, soprattutto nelle grandi imprese, dove le donne risultano assunte a tempo indeterminato per l'88,8% contro il 78,5% degli uomini, anche se per le prime si ricorre molto più spesso a contratti a tempo parziale e alla collaborazione coordinata e continuativa.

I valori tuttavia cambiano salendo di livello: a ricoprire ruoli quadro e dirigenziali sono infatti soltanto il 36,7% e il 33,8% delle donne, con picchi al ribasso nel Mezzogiorno e nella grandi imprese in genere. Tale dato non dovrebbe tuttavia stupire se messo a confronto con quello relativo alle richieste, da parte delle aziende, di personale in possesso di titoli di studi superiori: oltre il 40% per gli uomini, meno del 25% per le donne, a dispetto, peraltro, dell'importante contributo qualitativo, oltre che quantitativo, che queste apportano al settore. Alle donne, quindi, si offrono ancora oggi posti di lavoro di livello inferiore.

Viaggiatori italiani molto sbadati


Non vi è mai capitato di decollare o prendere un treno con il pensiero fisso di aver dimenticato qualcosa in albergo? Quante volte vi è successo di aver lasciato il carica batterie del cellulare in camera? Siete in ottima compagnia, secondo uno studio condotto da HRS, il 50% dei manager italiani si rivela sbadato al momento del check out.

In occasione del lancio del concorso “Riparti con HRS“, HRS, il portale degli hotel leader in Europa per i viaggi d’affari, ha stilato la classifica degli oggetti che più spesso vengono dimenticati dagli ospiti in albergo.
Secondo questa ricerca, svolta su un campione di clienti di HRS, circa la metà dei viaggiatori ha dimenticato almeno una volta qualcosa in albergo.

Fra gli oggetti più di frequente smarriti o dimenticati in albergo ci sono gli oggetti da toletta e il vestiario. Fra i viaggiatori business l’oggetto che più spesso viene dimenticato è il carica batterie col 25% dei manager intervistati che ha dichiarato di averlo dimenticato almeno una volta in hotel. A sorpresa, infine, i documenti di identità sono relativamente al sicuro, visto che solo l’1,5% del campione ha dichiaro di averlo lasciato in albergo al momento del check out.

Scendendo nel dettaglio della classifica, al primo posto si piazza il caricabatteria del telefono cellulare, grande escluso nella valigia del ritorno a casa nel 25% dei casi, mentre al secondo c'e' l’intimo, dimenticato dal 23% dei clienti, seguito in terza posizione dallo spazzolino da denti (20%). Seguono poi libri (10%), tablet (9%), cravatte (6%), chiavi di casa (5%), scarpe (3%) e addirittura gioielli (2%).

Le dimenticanze non finiscono qui, tra le curiosità evidenziate dalla ricerca condotta da HRS si scopre che tra gli oggetti dimenticati in hotel spiccano: libretti degli assegni, carte di credito e denaro in contanti, orologi costosi, protesi dentarie e non, macchine fotografiche, ombrelli, attrezzatura da sci nei mesi invernali e costumi da bagno e occhiali da sole in estate.

Salerno – primato per la raccolta differenziata


L’annuale rapporto di Legambiente Italia conferma il primato di Salerno per la quantità  (68,5  per cento di media annuale) e la qualità della raccolta differenziata.
Salerno è ancora una volta Comune riciclone 2013, anche in considerazione dell'impianto di compostaggio che fa definire nel report la città di  “Salerno, l'avamposto al Sud della green economy".
“Un altro risultato straordinario per Salerno – dichiara il Sindaco e Vice Ministro  Infrastrutture e Trasporti Vincenzo De Luca – ottenuto grazie ad un durissimo lavoro quotidiano che ha visto in campo: le scelte operative del Comune di Salerno, l’abnegazione dei lavoratori e di tutto il personale addetto, la collaborazione della stragrande maggioranza dei cittadini, dei commercianti, delle imprese. 
In tempi di crisi economica e con tante realtà alle prese drammaticamente con il problema, noi siamo riusciti a creare un ciclo virtuoso che ci permette di tenere la città pulita e di creare energia e fertilizzante – grazie al moderno impianto di compostaggio premiato anche dall’Unione europea – dagli stessi rifiuti. Andiamo avanti così: Salerno modello e speranza per il Sud e l’Italia intera”.

Il Museo Archeologico di Salerno spalanca le porte all’estate


Un Museo che non sia solo esposizione di reperti antichi ma anche un luogo d’incontro e di confronto culturale, dove sperimentare nuovi linguaggi e strumenti per promuovere una precisa identità territoriale.
A partire dal 9 luglio, l’Associazione Fonderie Culturali darà il via ad un progetto pilota che, per quattro mesi, trasformerà le sale del Museo Archeologico Provinciale di Salerno in luoghi di piacevole aggregazione sociale attraverso una serie di appuntamenti dedicati all'arte, alla didattica, alla musica.


Un modo nuovo di promuovere il Museo che consentirà, a turisti e residenti, di osservare e conoscere pregevoli opere vivendo l’emozione unica di sentirsi partecipi della loro storia.
Un coinvolgente percorso cronologico e topografico, arricchito di postazioni multimediali e videoproiezioni con ricostruzioni virtuali dalla preistoria al tardo antico, permetterà di ammirare una ricca selezione di vasi, gioielli, strumenti da lavoro, ritrovati nelle numerose campagne di scavo effettuate nel vasto territorio provinciale e la Sala dedicata ad Apollo, simbolo del Museo: la Testa in bronzo di età greca rinvenuta nelle acque del golfo di Salerno nel 1930.

In esposizione anche i mirabili e preziosi reperti dell'area etrusco-sannita di Fratte, l'importante insediamento situato alla periferia settentrionale dell' attuale città e scoperto nel 1927, con una sezione dedicata al culto dell'eroe greco Eracle.
Il giardino antistante la struttura ospiterà gli Happy Hour Museali: serate a tema che consentiranno di godere anche in orario serale delle bellezze artistiche del Museo e della calda atmosfera estiva di Salerno.

Associazione Fonderie Culturali

Fondata nel 2008 ad opera di un gruppo di giovani salernitani, Fonderie Culturali è un’associazione culturale senza scopo di lucro. Luogo di incontro e di aggregazione culturale, l’associazione promuove nuovi modelli di sviluppo economico-sociale, basati sulla valorizzazione e promozione delle risorse culturali identitarie e sull’attivazione di sinergie innovative tra gli attori locali.

Museo Archeologico Provinciale di Salerno

Inaugurato il 28 ottobre 1928 all’interno del Palazzo di Governo, attuale sede della Provincia di Salerno, il Museo Archeologico Provinciale ha avuto nel corso degli anni diverse sedi. Nel 1939, a seguito dello scoppio del secondo conflitto mondiale, il Museo fu spostato nella Casina dell'Orto Agrario, per ritornare una volta terminata la guerra nella precedente sede, dove rimase fino al 1964, quando l’allora direttore Venturino Panebianco scelse proprio il complesso di San Benedetto come sede definitiva. Il primo allestimento del plesso museale fu ideato e realizzato negli anni settanta dal noto architetto Ezio de Felice. I lavori di manutenzione e restyling terminati nel febbraio 2013 hanno riproposto un allestimento espositivo rispettoso della filosofia del restauro.

IPE - Compie dieci anni la scuola dei talenti del Sud

In prima fila Emanuele Grimaldi, uno dei partner più importanti del Master

Si chiude in positivo l’esperienza dei Master in Finanza Avanzata, Bilancio e Shipping della Scuola di Alta Formazione dell’I.P.E. per gli 85 allievi che hanno partecipato all’edizione di quest’anno. In controtendenza con i dati regionali e nazionali sulla disoccupazione, 30 Allievi (1 su 3), ancor prima di aver terminato il percorso formativo, hanno già trovato lavoro.

Si tratta di giovani e brillanti laureandi e neolaureati in Economia, Ingegneria, Giurisprudenza, Matematica e Statistica sotto i 26 anni, la cui partecipazione al Master è stata possibile grazie alle borse di studio finanziate dalle Aziende Partner della Scuola.

Durante il percorso formativo, l’Ufficio Job Placement dell’I.P.E. ha dato l’opportunità ai singoli partecipanti di sostenere in media più di  due colloqui con importanti aziende, banche e società di consulenza che li hanno già selezionati per stage e contratti di lavoro finalizzati all’inserimento, tra cui: L'Oreal, Roche, Prada, MSC, ENI, Mastercard, Banca di Credito Cooperativo, Banca Sella, Banca Popolare di Bari, BNL-BNP Paribas, UBI Banca, Unicredit, KPMG, Prometeia, Sapa Group, Deloitte STS.

La tradizionale cerimonia di chiusura dei corsi si terrà Martedì 9 luglio 2013 nell’Aula Magna della Residenza Universitaria Monterone. Interverranno Lorenzo Burdo, Direttore dell'I.P.E., Carlo Santini, Direttore della Scuola di Alta Formazione dell’I.P.E. e Antonio Ricciardi, Segretario Generale dell’I.P.E. e Direttore Scientifico dei Master, con una relazione su “I primi dieci anni della Scuola di Alta Formazione”.
L’evento quest’anno coincide con il decennale della Scuola di Alta Formazione del’I.P.E. che nel 2003 inaugurava il primo Master in Finanza Avanzata.

“Da allora, la Scuola è cresciuta sia sul fronte dell’offerta formativa che dei rapporti con Università e Aziende. – spiega Antonio Ricciardi, Direttore dei Master – In 10 anni abbiamo diplomato oltre 800 Allievi, arrivando a tassi di placement del 100% a sei mesi dal conseguimento dei Master, potenziando i rapporti con le Università e le Aziende Partner, che ad oggi sono oltre 40. 
I recruiter scelgono i nostri Allievi perché negli anni l’I.P.E. è diventato un marchio di qualità nell’Alta Formazione nel Mezzogiorno, grazie al processo dei aspiranti partecipanti e all’attenzione, oltre che per le competenze tecniche, al perfezionamento dell’inglese e a quelle competenze trasversali indispensabili a superare i colloqui e lavorare in azienda”.

Serracchiani sul porto di Trieste

Debora Serracchiani
“Il Porto di Trieste ha tutti i presupposti per aumentare la movimentazione in modo importante, e di ciò ci si dovrebbe ricordare quando vengono fatte le scelte a livello centrale”.
Lo ha detto la presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, intervenendo alla presentazione del Rapporto "Infrastrutture e Competitività 2013. 4 nodi strategici", frutto della ricerca condotta dalle fondazioni Astrid, Italiadecide e ResPublica.
“Quella della competitività è una sfida che siamo perfettamente in grado di giocare – ha detto Serracchiani – a patto che le decisioni del Governo siano in sintonia con le priorità dell’Unione europea, oltre che coerenti con la morfologia dell’Alto Adriatico, tenendo ad esempio conto di dove ci sono i fondali naturali adatti alle navi oceaniche. 
In questo momento ci sono due interventi importanti capaci di generare un incremento di Teu, fino a raggiungere l’ambizioso traguardo del milione: l’allargamento del Molo VII, per cui servono 90 milioni di euro, su cui il terminalista è pronto a investire non appena l’Autorità portuale avrà disposto gli adeguamenti necessari; e la piattaforma logistica, per la quale attendiamo da anni che il Cipe eroghi i 32 milioni già deliberati, da aggiungersi ai 70 dell’Autorità portuale di Trieste e ai 30 quelli dei privati”.
“Questi interventi devono ovviamente essere corredati – ha aggiunto Serracchiani – dall’efficientamento della rete ferroviaria, cominciando con l’eliminazione dei colli di bottiglia che, in questo momento, sono tra gli ostacoli che si frappongono alla crescita dello scalo. Ci sono opportunità da cogliere o da abbandonare ma soprattutto – ha concluso – sono convinta che non c’è più tempo da perdere”.

Terna, 570 milioni per la rete nel Sud Italia


E’ focalizzato sugli investimenti in Sud Italia il contratto di finanziamento di 570 milioni di euro  perfezionato a Roma tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e Terna, la società di gestione della rete elettrica del Paese. La BEI era rappresentata da Dario Scannapieco, Vice presidente responsabile per Italia, Malta e Balcani Occidentali; Terna dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo.

Nel dettaglio, il prestito contribuisce al piano quinquennale 2012-2016 di Terna, del valore superiore al miliardo di euro, per il rafforzamento del network italiano di trasmissione di energia elettrica. Il piano è suddiviso in 14 progetti specifici localizzati in tutta Italia, ma con una attenzione particolare alle cosiddette Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale del finanziamento della BEI, infatti, è rivolto ai progetti basati in queste regioni.

Il principale progetto, sia per dimensioni sia per rilevanza strategica, è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi, il tratto di rete che collega la principale isola italiana, la Sicilia, alla Calabria. Questo progetto, per la sua valenza, è anche destinatario di una sovvenzione dell’Unione Europea di 110 milioni all’interno dell’EERP (European eenrgy programme for recovery).

Il prestito a Terna nel suo complesso rientra tra le priorità di intervento della Banca dell’Unione europea, principalmente per due aspetti. Da una parte l’attenzione per il sostegno che la BEI dà ai piani di miglioramento delle  reti elettriche, fondamentali per la riduzione dei costi dell’energia elettrica.

Dall'altra, la localizzazione geografica nel Mezzogiorno d'Italia di oltre i due terzi degli investimenti si inserisce nel filone di interventi fondamentali, sin dalla sua nascita, della BEI: il finanziamento delle Regioni meno sviluppate per una crescita socio-economico armoniosa dell'Unione europea.

La Banca europea per gli investimenti (BEI) è l’istituzione finanziaria di lungo termine dell’Unione europea i cui azionisti sono gli stessi Stati membri. Il suo compito è erogare finanziamenti sul lungo termine per progetti validi al fine di contribuire agli obiettivi politici dell’UE.

Assosped Venezia rinnova il direttivo

Andrea Cosentino
Assosped, l'associazione Imprese di Spedizione Venezia, nel corso della annuale assemblea  ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali nominando nuovo presidente Andrea Cosentino che subentra a Giovanni Sportillo, alla guida della associazione in questo ultimo biennio.  Vicepresidente di Fedespedi, la Federazione italiana degli Spedizionieri, componente del direttivo di ICC Italia Camera di Commercio Internazionale, Cosentino ha una lunghissima e approfondita conoscenza del settore.

Tra gli obiettivi del neo presidente, una rinnovata e ancor più stretta collaborazione con l'Autorità Portuale di Venezia, l’Agenzia delle Dogane e le altre Istituzioni per dare maggiore competitività alle attività portuali e logistiche nel Veneto, che rappresentano la leva per il superamento della crisi e il rilancio dei Porti ed Interporti della Regione,  ma anche un costante impegno per contribuire a risolvere i numerosi problemi che ancora penalizzano l'operatività, a partire dalla complessità delle varie formalità che penalizzano i tempi per il rilascio delle merci.

Assosped è nata nel 1946 e da allora ha sempre rappresentato la quasi totalità delle imprese di spedizione di Venezia e Chioggia. Negli ultimi anni ha allargato la sfera associativa anche alle imprese del trasporto e della logistica diventando punto di riferimento per il settore che gravita attorno ai due porti. E' rappresentante territoriale di Fedespedi e Confetra.

Un successo annunciato quello dell’Alta Moda a “..incostieraamalfitana.it”

Nathalya Pikula
Salsano: “Ora guardiamo al 2014, pensando ai giovani talenti”
La vincitrice del Concorso “Ninfa del mare” 2013 è la modella Nathalya Pikula
Una piazzetta delle più caratteristiche in Costa d’Amalfi, gremita di appassionati e turisti. Questa l’atmosfera che ha accompagnato la partecipazione dello SMAC alla serata di sabato 6 luglio ad Atrani firmata “…incostieraamalfitana.it”.

Così le creature di Pasquale Salsano e di Alfonso Bottone si sono unite in nome della moda e della cultura, affinché non si dimentichi che la moda non è solo tendenza ma è una parte forte ed identitaria della cultura italiana.

Come da programma, nell’intensa serata presentata dalla giornalista RAI Vittoriana Abate, hanno ricevuto un premio alla carriera lo stilista napoletano Antonio Battistino, vincitore dello SMAC Fashion Award 2011, e la direttrice dell’Accademia del Lusso di Milano Letizia De Falco.
Sono questi due “mondi” della moda italiana ad aver dato vita anche ai due momenti moda proposta per il pubblico di Atrani. Contemporaneamente alla sfilata si sono tenute le votazioni per eleggere la “Ninfa del Mare” 2013.

La giuria è stata presieduta  da Valeriana Mariana, presidente di Donna Impresa Italia, particolarmente entusiasta sia della serata che del ricco pomeriggio fotografico che ha animato il borgo.
Intendo impegnarmi personalmente per rafforzare i rapporti con alcune ambasciate, perché il progetto SMAC e la moda italiana hanno bisogno di guardare oltre i confini”.
L’appuntamento è per l’11 luglio a Villa Guariglia a Vietri sul Mare, dove sarà premiata la vincitrice del concorso Nathalya Pikula.

Star Cruises sceglie ABB per la nave Virgo


ABB, gruppo leader nelle tecnologie per l'energia e l'automazione, ha completato con successo l’upgrade del sistema di stazioni operatore Unix con il nuovo sistema 800xA di ABB a bordo della M/V Superstar Virgo, la nave da crociera di proprietà della Star Cruises operante nel Sud-Est Asiatico. 

L’esigenza di upgrade a bordo nave nasceva dal fatto che la Superstar Virgo operava con un sistema Unix Operator Station ormai obsoleto. L’importanza di aggiornare il sistema di controllo di bordo aumenta inoltre se si considera la scarsa disponibilità di nuove parti di ricambio, aumentando il rischio di fermi impianto, di problemi legati alla disponibilità e soprattutto di mancanza di personale qualificato ad operare sul vecchio sistema.

La fornitura del nuovo sistema chiavi in mano di ABB include: hardware, software, ingegneria, FAT (Factory Acceptance Test), installazione e messa in servizio per un impianto composto da 11 stazioni operatore 800xA, formate da circa 400 pagine video e 150 trends gestiti da 5 server in configurazione ridondata.

Il commissioning della sostituzione è stato svolto con la nave in esercizio, nel Sud-Est Asiatico. I principali benefici per il cliente sono strettamente correlati con l’estensione del ciclo di vita dell’impianto di automazione, un notevole incremento della disponibilità ed un prezzo più agevole delle parti di ricambio, dell’assistenza locale per riparazioni e manutenzione a bordo.

Grimaldi premia la Escola Europea de Short Sea Shipping


Lo scorso 30 giugno Grimaldi Group ha inaugurato il suo nuovo terminal nel porto di Barcellona; circa 20 milioni di euro sono stati investiti per realizzare la nuova infrastruttura che è in grado di gestire lo sbarco e l’imbarco di 3.600 passeggeri simultaneamente.

Inoltre il terminal dispone di oltre 1.000 mq dedicati ad uffici oltre a 350 mq per negozi e centro commerciale. Con questo investimento la compagnia napoletana, presente nel porto di Barcellona da 2004, vuole offrire
  “servizi di qualità per il trasporto di passeggeri e merci, come oggi richiesto dalla clientela internazionale” 
come ha sottolineato l’AD della compagnia Emanuele Grimaldi.
Durante la cerimonia di inaugurazione, Emanuele Grimaldi ha consegnato un targa commemorativa alla Escola Europea de Short Sea Shipping, in riconoscimento al suo lavoro dedicato alla promozione dello short sea shipping in questi ultimi anni.

La Escola Europea de Short Sea Shipping è un centro di addestramento rivolto alla promozione del trasporto intermodale in Europa. Sin dal 2006 il centro ha formato oltre 6.000 studenti nel settore della logistica e dei trasporti marittimi, con oltre il 60% di giovani provenienti da paesi extra  Spagna, come Francia, Belgio, Portogallo, Olanda Messico e Perù.

domenica 7 luglio 2013

Taranto, salvi 200 milioni di euro per il porto

Grazie ad una intesa tra l’Autorità portuale di Taranto e Terminal Rinfuse Taranto sarà possibile spostare questo ultimo sul molo Cementir lasciando libero lo spazio occupato sul Molo Polisettoriale: questa area passerà nella disponibilità della TCT Taranto Container Terminal che così procederà ai lavori di ammodernamento come già codificati nell’accordo generale dello scorso anno.

Viene quindi a risoluzione un contenzioso con il superamento di una problematica spigolosa e complessa dopo ben 15 anni; si potranno dare corso alla realizzazione di progetti di interesse strategico e di grande infrastrutturazione, necessari e essenziali per assicurare la massima competitività allo scalo pugliese che vede salvi così investimenti per 200 milioni di euro che altrimenti sarebbe andati perduti.