lunedì 14 ottobre 2013

Ligurian Ports, un caso più unico che raro

Le scaramucce sulla concorrenza reciproca non sono mancate in questi anni ed anzi, recentemente, si è arrivati anche alle carte bollate in materia di crociere (fra Genova e La Spezia), ma, nella perdurante assenza di una cabina di regia nazionale, di meccanismi di coordinamento regionale e finanche di un impianto legislativo chiaro e uniforme, il sistema dei porti liguri, riuniti nell’associazione Ligurian Ports, è l’unico caso nazionale di Autorità Portuali afferenti ad un medesimo territorio concretamente
impegnate nella promozione congiunta di una sempre più efficiente integrazione fra gli scali liguri e le rispettive zone retro portuali.

Ed anzi è proprio in ambito crocieristico – i porti di Genova, La Spezia e Savona da anni ormai partecipano congiuntamente ai maggiori eventi di settore, l’ultimo dei quali in ordine di tempo il Seatrade di Miami – che la Liguria ha registrato proprio nelle ultime settimane i maggiori successi: secondo le stime del report Italian Cruise Watch, infatti, la regione chiuderà il 2013 con 2.196.619 passeggeri movimentati e 839 toccate di navi bianche, numeri che, rappresentando una crescita del 28,6%  nei passeggeri movimentati e del 42% nel numero delle toccate navi, valgono il secondo posto nazionale dietro al Lazio.

Ma anche per quel che concerne i traffici merci i porti liguri lavorano fianco a fianco per sfruttare le possibili sinergie, come avvenuto la scorsa estate a Monaco di Baviera, quando i presidenti delle tre Autorità Portuali (Luigi Merlo per Genova, Lorenzo Forcieri per La Spezia e Gian Luigi Mizza per Savona) hanno partecipato sotto l’unitaria insegna di Ligurian Ports al Transport Logistic, la più importante fiera europea del settore trasportistico, tanto più significativa per gli scali liguri, da sempre votati all’interscambio con zone come la Baviera o la Svizzera di cui rappresentano il naturale sbocco mediterraneo.

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