lunedì 7 aprile 2014

Riscoprire le radici per programmare il futuro


Programmare il futuro partendo dalla memoria del proprio territorio. E’ l’obiettivo che i sette comuni che compongono il Gal del Golfo di Castellammare (Alcamo nel trapanese; Balestrate, Borgetto, Sinisi,
Partinico, Terrasini e Trappeto in provincia di Palermo) intendono portare avanti tutti insieme per sviluppare un territorio tra i più belli del Mediterraneo e per dare alle nuove generazioni un’opportunità di vita e di lavoro. “E’ un esempio di sviluppo partecipato che parte proprio dalla voglia di fare squadra quale strada prioritaria per competere e dare occasioni di lavoro”, afferma il presidente del Gal, Pietro Puccio.

Una strada, il turismo, peraltro indicata dalla Svimez, da Srm (Ricerche e sviluppo per il Mezzogiorno) e dall’Osservatorio Banche Imprese: il turismo rappresenta una leva di crescita strategica per il Sud. Soprattutto perché quest’area del Paese presenta le maggiori preoccupazioni rispetto a quanto accade nel Centronord, con un’economia reale molto più debole e resa precaria per il calo dei consumi e perché non fa sistema. E quindi un’economia che non produce ricchezza.

Da qui l’azione del Gal con iniziative messe in campo in una sorta di scrigno che vanno dall’offerta del paesaggio costiero alla vacanza all’insegna dell’arte e della cultura, da quella enogastronomica a quella di fede. Una strategia studiata per mettere il Golfo di Castellammare con i suoi comuni che ne fanno parte al centro delle politiche di sviluppo condiviso, partendo dalla storia per diventare protagonista nel Mediterraneo.

Un territorio unico per storia, natura e tradizioni che vuole ritrovare quel “filo che lega il passato al presente e il presente al futuro, consapevoli che senza profonde radici nessun albero può dare frutto”, dichiara Puccio. E’ questo lo spirito che ha contraddistinto il Gal Golfo di Castellammare alla Borsa mediterraneo del turismo di Napoli. Eduardo Cagnazzi

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