martedì 16 dicembre 2014

Srm presenta “Le aziende sequestrate alla criminalità organizzata”

Presentato ieri nella sede del Banco di Napoli, il nuovo numero monografico della rivista internazionale Rassegna Economica dal titolo: “Le aziende sequestrate alla criminalità organizzata. Valore, limiti e problematiche di gestione”. Salvio Capasso, Responsabile Economia delle Imprese SRM e coordinatore editoriale della rivista, e Luigi Donato, Vice Capo Dipartimento Banca d’Italia, hanno
presentato il volume approfondendo la dimensione del fenomeno delle aziende sottratte alla criminalità organizzata attraverso la quantificazione del valore diretto ed indiretto sul territorio, il funzionamento dell’impianto normativo, nonché le problematiche relative agli aspetti gestionali.

I temi sollevati sono stati discussi nella tavola rotonda moderata dal Direttore Generale di SRM e responsabile della rivista, Massimo Deandreis, a cui hanno preso parte: Giovanni Conzo, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la DDA di Napoli; Liana Esposito, Sostituto Procuratore della Repubblica-DDA di Napoli; Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanciano; Valentina Sanfelice di Bagnoli, Manager e Imprenditrice; Maurizio Vallone, Direttore del Servizio controllo territorio del Dipartimento della P.S. di Roma.

E’ inoltre intervenuto il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, ed ha infine chiuso i lavori e tirato le somme del dibattito il Vice Ministro degli Interni, Filippo Bubbico. Questo numero della Rassegna Economica mette in risalto il problema delle aziende sequestrate che spesso falliscono a discapito del mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi e le azioni messe in campo per il loro rilancio competitivo.

In molti casi si tratta di aziende non intrinsecamente competitive che, riportate sul mercato legale, faticano a sopravvivere. Spesso queste imprese non nascono con finalità imprenditoriali, ma per utilità criminali (riciclare denaro, controllare il territorio). Se restano sul mercato è solo grazie a mezzi illegali, dalla corruzione alle frodi negli appalti e contabili, dalle intimidazioni ai danni della concorrenza all’impiego di lavoratori in nero e materiali di scarsa qualità.

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