sabato 21 febbraio 2015

Porto 2000: la gara sarà pubblicata all’inizio di marzo

Porto di Livorno 2000: è giunto alle battute finali l’iter per la pubblicazione del bando di gara per la cessione delle quote di maggioranza della società che oggi gestisce in regime di monopolio il servizio di accoglienza ai turisti. Il “pronti, partenza, via” è previsto per l’inizio di marzo. A parlarne in Comitato Portuale è stato il segretario generale dell’Apl, Massimo Provinciali, che si è scusato per i ritardi accumulati in questi mesi, giustificandoli con la complessità di una procedura a triplice oggetto, che riguarda la
cessione delle quote della società, l’estensione della concessione del servizio di gestione della stazione marittima e l’estensione della concessione demaniale delle aree strumentali di servizio.
 «Mentre altrove veniamo accusati per la presunta eccessiva fretta con cui stiamo procedendo a vendere le quote della società – ha precisato Provinciali – il mio cruccio è esattamente l’opposto ed è quello, cioè, di non aver pubblicato il bando già due mesi fa».
 L’obiettivo, per il numero 2 di Palazzo Rosciano, è di accelerare l’iter: «Corre l’obbligo di aggiungere – ha detto – che a breve potrebbe essere varato dal Consiglio dei Ministri l’ipotizzato ddl sulla concorrenza, il quale prevede che le concessioni ex art 6, comma 5, come quella in capo alla Porto 2000, non possano essere prorogate. Se questo ddl fosse approvato e diventasse legge prima del completamento della gara, rischieremmo di non poter prorogare la concessione oltre il termine previsto del 31 dicembre 2019».
E a proposito di scadenze, Provinciali ha anche annunciato che il valore della società quantificato dall’advisor KPMG in 7 milioni di euro circa potrebbe aumentare. «Abbiamo chiesto all’advisor una simulazione sul valore che la Porto 2000 acquisirebbe se la sua concessione fosse estesa al 31 dicembre 2030. La nuova simulazione sarà pronta per la prossima settimana e sarà parte integrante del bando di gara. È infatti noto che non saremo noi ad indicare il termine della concessione, ma i candidati, sulla base del Piano Industriale presentato». 
Durante il Comitato il segretario generale si è anche soffermato su altri tre elementi ritenuti particolarmente caratterizzanti e che saranno parte integrande della procedura di gara. Il profilo dei candidati: immaginando che alla gara parteciperanno principalmente raggruppamenti temporanei di imprese, è previsto come requisito obbligatorio che il candidato abbia maturato una esperienza come gestore di un terminal crocieristico i cui volumi di traffico non siano inferiori a quelli del porto di Livorno.

 La logica che sta dietro questa scelta è chiara: evitare che la Porto 2000 finisca nelle mani di un unico armatore, che potrebbe così monopolizzare il traffico crocieristico dello scalo labronico. I punteggi: nella griglia dei punteggi verrà dato particolare rilievo sia al Piano Industriale, che dovrà prevedere azioni di marketing e di gestione delle società tese ad incrementare volumi di traffico, che al Piano degli Investimenti, col quale dovranno essere realizzate le previsioni del Prp relative al porto passeggeri. La clausola di salvaguardia: nel bando sarà presente una clausola di salvaguardia che impegni il privato a mantenere i livelli occupazionali esistenti.
«Dobbiamo tenere a mente – ha precisato Provinciali - che non stiamo vendendo la Porto 2000, stiamo semplicemente trattando per acquisire un nuovo socio all’interno di una società che rimane tale e quale, identica a come la conosciamo oggi, anche a livello occupazionale. Inoltre, i soci di minoranza non verranno esclusi dai processi decisionali, essendo prevista per statuto la maggioranza qualificata dei voti per le decisioni che impattano maggiormente sul futuro delle crociere».

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