martedì 14 aprile 2015

Internazionalizzazione delle imprese siciliane


Sostenere lo sviluppo competitivo delle imprese, potenziare l’import/export, creare nuove reti commerciali allo scopo di abbattere i costi, fare del settore dei trasporti una “leva” economica per il
territorio siciliano: sono questi gli obiettivi che hanno spinto Maas (Mercati Agro-Alimentari Sicilia) ed Est (Europea servizi terminalistici, società che opera a livello mondiale nel settore dei containers e traffico ro/ro), a sottoscrivere un accordo. Una sinergia nata con l’intento di creare nuovi strumenti al servizio degli operatori e sancita ufficialmente con la firma di una convenzione quadriennale:
 «Grazie a questa partnership – spiega il responsabile Comunicazione di Est, Mauro Nicosia - realizzeremo attività formative e informative per valorizzare i processi di internazionalizzazione all’interno del Maas, con particolare attenzione alla gestione della catena di distribuzione (supply chain) e all’attività logistica delle stesse aziende. Lo strumento attraverso cui favorire la diffusione di nuovi modelli di sviluppo territoriale è la rete d’impresa, formata da istituzioni, soggetti proponenti e terze parti: stiamo lavorando in questa direzione ormai da anni per costruire opportunità di crescita».
«L’accordo con Est – spiega Giuseppe Guagliardi, componente del cda del Maas - è un altro tassello del piano di sviluppo e rilancio del Maas la ‘casa dell'agro alimentare siciliana’, infatti oltre a mettere a disposizione gli oltre 6000 mq di celle frigo del Maas sarà occasione per incrementare i flussi di merce che transitano. È indubbio che lo sviluppo del Maas deve passare dal sostegno delle filiere interne, ed con accordi come questo che operatori commerciali possono sviluppare nuovi mercati ed dall'ottimizzazione delle offerte».
«Il porto può e deve diventare lo snodo centrale per il potenziamento dei sistemi distributivi e del tessuto economico – sottolinea il prof. Marco Romano, docente del corso di Logistica e Distribuzione commerciale e coordinatore scientifico del progetto - con un incremento della movimentazione container di oltre il 40% in un anno, lo scalo etneo dimostra di avere tutti i numeri per diventare fulcro di un network che riunisca i portatori d’interesse. Dobbiamo trasferire conoscenza per aprire nuovi varchi, formando operatori e stakeholder, che spesso non conoscono le reali opportunità offerte dal territorio». 
Obiettivo sul quale sta già lavorando da tempo Est, mettendo in atto una serie di iniziative e incontri: tra questi, la sinergia con l’Università di Catania, grazie a un’attività di collaborazione per lo studio delle attività produttive che prevede anche il finanziamento di borse per giovani interessati al settore dell’intermodalità. Le ricerche condotte fino a oggi hanno evidenziato il potenziale del trasporto marittimo containerizzato, dimostrando l’efficacia e l’efficienza dei “sistemi locali” nell’ottica di miglioramento del posizionamento in ambito continentale.

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