mercoledì 9 aprile 2014

Logistica, Lombardia porta d’Italia

Riccardo Fuochi
La ricaduta di Expo Milano 2015 sulla logistica: 9mila i posti di lavoro che saranno attivati, 6 mila solo in Lombardia e 1,8 miliardi di produzione aggiuntiva, di cui 1,2 miliardi in Lombardia. Già oggi la Lombardia il mercato della logistica e dei trasporti lombardo vale 12 miliardi di euro, circa un terzo del mercato italiano. La provincia di Milano genera da sola un fatturato stimabile nel 50% del totale
lombardo, ossia 5 miliardi di euro. Sono quasi 2mila le imprese di logistica e trasporto con fatturato superiore ai 500mila euro in Lombardia e nelle province di Novara, Piacenza e Verona (che costituiscono la RLM, la Regione Logistica Milanese). Circa il 36% del totale si trova nella provincia di Milano (725 imprese), seguita da Bergamo (8%, 165 imprese), Verona (8%, 155 imprese) e Brescia (7%, 136 imprese). Il 15% (296 imprese) ha sede extra regione pur operando nell’area logistica milanese.

Emerge dalle indagini della Camera di commercio di Milano presentate ad un convegno sulla logistica promosso dalla Camera di commercio di Milano, da The International Propeller Club- Port of Milan e dall’Autorità Portuale di Genova.
 “Il settore della logistica – ha dichiarato Claudio De Albertis, membro di giunta della Camera di commercio di Milano – è centrale per Milano e la Lombardia, snodo economico e produttivo del Paese. In particolare può avere uno sviluppo significativo con Expo, con significative opportunità di fatturato e di lavoro che possono essere create nel settore”.
 “In Lombardia quasi 2.000 imprese di logistica producono un giro d’affari per 11 miliardi di euro annue, pari al 30% circa del mercato italiano, con un valore aggiunto superiore ai 2 miliardi di euro – ha aggiunto Riccardo Fuochi, Presidente del The International Propeller Port Club of Milan - ed il 50% di questo mercato, è prodotto da aziende con sede nella provincia di Milano che numericamente rappresentano più di un terzo del totale regionale. E’ necessario sempre di più fare squadra e far si che il settore ne venga percepito come una vera e propria industria e non solo come un insieme di provider servizi”.

Nessun commento:

Posta un commento