mercoledì 10 giugno 2015

Porti: Filt Cgil, si può passare da pace sociale a conflitto


“Incoerente sul piano degli indirizzi strategici necessari al Paese”. Così la Filt Cgil giudica il Piano Strategico Nazionale dei Porti e della Logistica che, sottolinea, “potrebbe essere licenziato dal Consiglio dei Ministri questa settimana”.
Secondo la Federazione dei Trasporti della Cgil “l’idea di andare alla costituzione di otto Autorità di Sistema per 'accorpamenti di realtà contigue' riteniamo sia fondata su presupposti impropri
decisamente slegati dalla logica di razionalità ed efficienza delle infrastrutture portuali al servizio dei mercati di riferimento e sia rivolta ad ottenere un consenso mediatico, toccando il tema della riduzione di costi”. “Sarebbe invece il caso di riconsiderare - suggerisce la Filt - l’impianto generale partendo dalla individuazione dei porti 'Core', connessi alle reti TEN-T, indicati dalla Commissione Europea e già recepiti anche dal dibattito parlamentare fin qui svolto. In merito alla governance dei porti siamo - spiega la Filt - per un modello regolamentato, non frammentato, che punti ad accrescere il livello di professionalità, attraverso una buona formazione, anche a tutela dei lavoratori in merito alla sicurezza sul lavoro, in un settore ancora, purtroppo, ad alto rischio ed occorre inoltre - spiega la Filt - riaffermare senza indugi il ruolo del Ccnl dei lavoratori dei porti che va rinnovato alla sua naturale scadenza del 31 dicembre 2015, come strumento di regolazione del mercato del lavoro in quanto rispondente alle specificità operative del settore”. “La proposta del governo, se sarà confermata - sostiene infine la Filt Cgil - rompe un equilibrio ventennale nella portualità, e agendo adesso sulla governance e domani sul mercato del lavoro, sulle concessioni e sui servizi tecnico nautici, creerà un non governo di un sistema delicatissimo che rischia di passare dalla pace sociale al conflitto”.

Nessun commento:

Posta un commento