martedì 6 agosto 2013

Fincantieri, sta tornando il sereno


La crisi economica, abbattutasi ferocemente in questi anni anche sulla cantieristica navale, ancora non lascia intravedere prospettive di piena ripresa, ma per la navalmeccanica italiana e soprattutto per il suo campione nazionale gli ultimi mesi sono stati decisamente positivi e il futuro appare meno buio.

Con i due ordini appena incassati dalla statunitense Prestige Cruise Holdings e dalla francese Compagnie du Ponant l’orderbook di Fincantieri per nuove navi da crociera, specialità del gruppo e settore trainante della propria attività, è salito a quota 11 unità, che valgono il record mondiale non solo sul complesso degli ordini (22, il secondo cantiere è il tedesco Meyer Werft con 6 navi), ma anche in termini di tonnellate di stazza lorda (39,5% del totale).


La prima delle succitate commesse è una nave extralusso da 54.000 tonnellate di stazza lorda, lunga 223 metri, capace di ospitare 738 passeggeri e destinata al brand Regent Seven Seas Cruises. Si chiamerà Seven Seas Explorer e porterà nelle casse di Fincantieri circa 450 milioni di dollari. La consegna è prevista nell’estate del 2016. La realizzazione verrà affidata allo stabilimento di Sestri Ponente (Genova), per il quale si riaprono così interessanti prospettive occupazionali. Esattamente come per quello di Ancona, cui è stata assegnata la costruzione della nave di du Ponant, altra unità superlusso, più piccola (11.000 tonnellate di stazza lorda per 142 metri di lunghezza e un valore vicino ai 100 milioni di euro), che sarà consegnata nella primavera del 2015.

E se determinante per incassare entrambi gli ordini è stato il supporto di SACE per le garanzie all’export fornite al sistema bancario, non meno importante è stato l’accordo sulla flessibilità firmato con le sigle sindacali di entrambi i cantieri, sulla scorta di quanto avvenuto pochi mesi prima a Castellammare di Stabia. Che, in virtù dell’accettazione da parte dei lavoratori delle richieste aziendali sull’elasticità di orari e turni, ha ricominciato a respirare, vedendosi assegnare i lavori (da poco partiti) per il traghetto dual fuel (marine diesel oil/LNG) della canadese Société des traversiers du Québec (STQ).

Andrea Moizo  

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