martedì 21 gennaio 2014

“Icona, arte e fede” alla Galleria Mediterranea

E’ già da una ventina d’anni che la Galleria Mediterranea propone mostre sull’iconografia russa: dal 22 gennaio al 12 febbraio 2014, saranno presentate per l’evento dal titolo “Icona, Arte e Fede”, circa 50 tavole che vanno dal XVII al XIX secolo. L’icona è un vero patrimonio di arte e fede. Storicamente le prime icone bizantine fecero la loro comparsa in Russia, a
Kiev con un significato religioso profondo che trae origine dalla sacralità greco-ortodossa dell’antico popolo russo che le rende una sorta di “preghiere viventi” rappresentazione di un mondo invisibile abitato dalle potenze celesti. Oltre alle varie raffigurazioni della Madonna come quella del Kazan, del Roveto Ardente della Gioia di tutti gli afflitti, in più saranno esposte importanti tavole del Vecchio e Nuovo Testamento, alcune delle quali di rara tipologia come quelle delle Dodici Feste, la Dormizione di Maria, San Giorgio (che perde la sua invincibilità trasformandosi in cavaliere ed in un centauro) e il Drago (simbolo della natura che non viene sconfitto, ma che si attorciglia al cavaliere), San Nicola (che è lo stesso venerato a Bari il cui culto giunse dall’antica Russia, protettore dei re, dei servi, dei naviganti, vergini e vedove).

Intitolata “Icona, Arte e Fede”, la mostra, curata da Saverio Ammendola, organizzata in collaborazione con Unione Europea Esperti d’Arte, intende divulgare la conoscenza dell’antica arte russa per poter fornire agli appassionati di questa nobile espressione artistica informazioni sui valori storico-culturali e sulle sue origini. Il valore artistico delle icone, inizialmente espressione del messaggio cristiano affermato dal Vangelo attraverso le parole intorno al V secolo (occasione offerta dalla presenza nella tradizione cristiana di prototipi considerati autentici e miracolosi ritratti dei principali protagonisti del Cristianesimo come Gesù e sua madre Maria), nasce da una importante mostra tenutasi a Mosca nei primi del 900 frutto di un decennio di lavoro e di ricerca da parte di alcuni studiosi, che pochi conoscevano soprattutto nel mondo occidentale.

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